Champions League – O. Marsiglia-Inter 1-0


Diego Forlan. Marsiglia - Inter Champions League

Novantadue minuti. Di brutto calcio e con qualche brivido. Poi arriva l’ultimo minuto di gioco e la squadra crolla sotto il peso dei suoi limiti strutturali. Finisce così il “primo tempo” di questi ottavi di champions, compromettendo, che dir si voglia, il passaggio ai quarti. Servirà un’altra squadra, un altro gioco. L’O. Marsiglia non è affatto la temibile squadra che i media avevano dipinto. E’ una squadra di media classifica, molto fisica, ma con evidenti lacune tecnico-tattiche. Una squadra come l’Inter l’avrebbe dovuta surclassarla sulla carta. E in campo, nonostante gli evidenti limiti dei nerazzurri, i limiti dei francesi si sono visti lo stesso. Il gol allo scadere trasforma una brutta partita che l’Inter avrebbe comunque potuto vincere, in un incubo per tifosi inesperti. Per chi segue l’Inter e conosce la sua capacità di infliggersi da sola certe sconfitte, non è una novità. Ritornare sui discorsi fatti in relazione alle precedenti sconfitte dell’ultimo mese appare superfluo. Con la speranza (questa si, fortemente voluta) che la società stia già programmando il futuro e che tali programmi siano seri, convinti e a lungo termine, andiamo direttamente alla partita.

Ranieri mette in campo una formazione che lascia qualche perplessità, ma a ben vedere per certi versi anche indovinata. Davanti mette due punte con Sneijder alle spalle, Zarate e Forlan. L’attacco è inedito, i giocatori poco abituati a giocare e a giocare insieme, ma sicuramente più partecipi anche nella fase difensiva. Zarate cerca il riscatto, è molto frenetico, arriva a difendere al limite dell’area di rigore interista, ma in attacco non riesce a saltare gli avversari e quando si trova nelle condizioni di tirare a porta (come nel primo tempo), non è per niente incisivo. Purtroppo per lui (e per noi), è l’ennesima prova incolore. Sostituito nel secondo tempo da Obi. Forlan lotta per tutta la partita solo in mezzo ai centrali del Marsiglia e pur svariando sul fronte d’attacco, spesso una volta ricevuta palla deve tornare indietro per trovare un compagno con cui imbastire un’azione d’attacco. E’ quello che si impegna di più, ma anche lui quando ha sul piede la palla dell’uno a zero, non riesce ad essere pericoloso. In molti, tra i commentatori, si sono soffermati su questo “tridente” d’attacco. Quello che invece ha sorpreso di più chi vi scrive è stato l’insistere su altri giocatori. Centrocampo e difesa erano e sono claudicanti. Ranieri insiste a puntare su orgoglio ed esperienza, ma non è ricambiato da giocatori che per limiti fisici e/o mentali continuano a sembrare le ombre di quello che furono. Maicon finisce la sua partita con un infortunio e nel secondo tempo viene sostituito da Nagatomo (più dinamico e reattivo). Chivu è responsabile del gol di Ayew al 93′, ma per tutta la partita appare lezioso e superficiale con delle giocate da brividi e poca concretezza. Bene la coppia difensiva centrale, Lucio attento e Samuel ben piazzato. A centrocampo Stankovic è in evidente difficoltà e ritardo, incide poco e sbaglia molti passaggi. Sneijder fa la sua partita, ma gli manca il colpo da campione che può cambiare la partita. Corre (ma non troppo) e non interagisce come dovrebbe con le due punte. Spesso è nascosto dagli avversari. Cambiasso e Zanetti dimostrano che l’età non è tutto, ma che conta anche cuore ed esperienza. Non tradiscono le aspettative dell’allenatore, ma da soli non bastano. Cambiasso in particolare si trova più degli altri compagni di reparto in zona d’attacco, ma non riesce ad essere pericoloso. Quando entra, Obi si ritrova a fare ancora l’esterno, fa quel che può, ma non riesce a fare l’attaccante aggiunto (non è il suo ruolo e si vede), peccato.

Il primo tempo lentamente vede crescere l’Inter. Il Marsiglia comincia in modo arrembante e confusionario, ma non è incisivo. Mai realmente pericoloso. L’Inter cerca di controllare e ripartire, ma la squadra non riesce a fare tre passaggi di seguito.Con lanci lunghi e grazie a Forlan che cerca la profondità finisce per essere più pericolosa dei francesi. La partita è brutta, ma Julio Cesar non corre grandi pericoli e alla fine le squadre vanno al riposo con l’Inter in vantaggio almeno per numero di occasioni. Nel secondo tempo entrambe le squadre hanno un calo fisico che incide ulteriormente sullo spettacolo e sul gioco. A tratti è la noia a farla da padrona. I tifosi interisti vedono Milito riscaldarsi, ma alla fine entra Obi al posto di Zarate (ci si accontenta del pareggio?? o la squadra è così rattoppata che non riesce a sopportare il peso di due attaccanti di ruolo?!). I minuti scorrono e ormai il pareggio sembra accontentare un poco tutti, ma forse un pò di più i nerazzurri che, paradossalmente, pur avendo dimostrato di poter vincere contro questo poco irresistibile Marsiglia, si cominciano ad abituare all’idea di uscire dal Vélodrome indenni (almeno questo è quello che sembra trasparire dai giocatori in campo e dall’atteggiamento difensivo che Ranieri mantiene per tutta la partita). I francesi si ritrovano quasi per caso ad avere più spazi per attaccare, nonostante l’Inter giochi con un attaccante in meno. Ayew entrato da poco, ha una prima occasione che va fuori, una seconda parata da Julio Cesar e alla terza, completamente ignorato da Chivu, va in gol. E’ il 93′ e subito dopo l’arbitro fischia la fine.

Meraviglia?! No. Dispiacere?! Si, ma forse questa sconfitta può far riflettere. Giocatori come Obi, Palombo, Poli, Faraoni e Nagatomo non è forse il caso di farli giocare di più?! Dare più freschezza in mezzo al campo, potrebbe essere ormai l’ultima chance per raddrizzare una stagione che, diciamocelo, a meno di clamorosi recuperi e improbabili novità, sembra destinata, nella migliore delle ipotesi, a concludersi con l’esclusione dalle coppe europee. La speranza è l’ultima a morire, ottimismo fino all’ultima partita, vicini alla squadra sempre e comunque, ma è sotto gli occhi di tutti: se gira la fortuna, possiamo vincere qualche partita, ma con questo gioco non c’è modo di competere con squadre blasonate, atleticamente in forma e con schemi di gioco collaudati; i “senatori” con alcune eccezioni hanno tirato i remi in barca. Pescare nelle giovanili qualcuno che porti freschezza atletica ed entusiasmo non è cosa molto italiana, ma andrebbe valutata, ora, non a maggio….

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