Buona la terza. Tre gol negli ultimi venti minuti di una partita per lunghi tratti imballata, senza grandi emozioni e sempre in bilico. Partiamo male prima ancora che fischi l’arbitro con l’infortunio muscolare all’ultimo minuto del capitano che alla fine si accomoda in tribuna. Senza Icardi, il mister mette Keita Balde al centro dell’attacco, con Politano e Perisic sugli esterni, Nainggolan e Gagliardini dietro e Brozovic a orchestrare. Difesa con Skriniar, DeVrij e Asamoah e D’Ambrosio ad allargare e stringere.

Nel primo tempo la gara è equilibrata, noiosa per lunghi tratti, con due squadre che si annullano a vicenda, senza che ci siano mai occasioni da gol eclatanti. L’Inter appare determinata, ma legnosa, a tratti timorosa, con momenti di grande agonismo che si intervallano a pause “mentali”. Poco incisivo Keita, altrettanto Perisic, macchinoso Brozovic. Morale della storia, manca un collante, qualcuno che faccia girare la palla, con velocità e incisività.

Nella ripresa i nerazzurri cominciano ad aumentare i giri. I padroni di casa arretrano, aspettano gli avversari e col tempo sembrano perdere energie fisiche e mentali. Aumentano le percentuali di possesso palla, ma resta sterile ogni affacciata nell’area felsinea. Di Keita l’occasione più limpida, ma non irresistibile. Al 67′ la svolta: la palla finisce in area di rigore, arriva sui piedi del ninja, al suo esordio in nerazzurro e giù la botta. Uno a zero e finalmente si distendono i volti dei giocatori. Spalletti inizia a muovere le pedine, fuori Keita per Candreva e Nainggolan per Vecino. Un pressing non irresistibile basta a schiacciare i rossoblu nella loro metà campo, per poi ripartire. Nasce così l’azione, finalmente giocando in velocità, che porta al gol di Candreva dopo sbirilioni di mesi che non riusciva a segnare. Il terzo gol è figlio di una giocata di Perisic che salta un avversario e beffa il portiere. Discesa libera insomma, dopo il gol di Nainggolan e nessuna beffa, questa volta.

E’ stata un’Inter in crescendo che ha saputo approfittare anche del calo di un Bologna comunque sempre pericoloso e, fino al due a zero, realmente pericoloso. Ancora legnosa, macchinosa per lunghi tratti, la squadra ha mostrato anche le scorie di un inizio campionato infelice, ma ha saputo tirare fuori la giusta ghigna e riprendere da dove eravamo rimasti. L’arrivederci di Karamoh, partito in prestito per la Francia e l’infortunio di Icardi si spera non inficino quella che si palesa già, in campionato, come una difficile rincorsa.

Il girone di Champions l’avete visto… parafrasando, son volatili per diabetici! Crediamoci.