Quoque tu, de Vrij ?!? Errore determinante per uno dei pochi che teneva ancora in piedi la baracca, errore capitato nella serata peggiore. Una squadra rimaneggiata, con pochi giocatori fisicamente in grado di affrontare una gara da dentro o fuori, priva di alternative e con poca personalità. È stato un po’ come guardare una barca che affonda, lentamente, inesorabilmente. In campo, i superstiti corrono, consumano energie, ma senza testa e senza cuore. Fa quasi tenerezza vedere alcuni di loro dannarsi, inutilmente, nel tentativo di fare qualcosa di sensato. Manca purtroppo il gioco di squadra, inutili, quasi irritanti, le soluzioni personali di alcuni. Handanovic limita i danni e tiene in piedi la vana speranza di ribaltare il risultato fino alla fine. Spalletti le prova tutte, dal cambio di schema al debutto di giovanissimi come Esposito e Merola, ma non c’è modo di tirare a porta. Trapp, determinante nella partita d’andata, resta praticamente inattivo e questo la dice lunga: una squadra che da tempo fa tanta difficoltà ad andare in gol, costretta a doverne fare due, frana senza pietà già dopo dieci minuti e non punge mai, nemmeno con quattro/cinque giocatori in attacco. I tedeschi non sono certo irresistibili,  giocano sugli errori nerazzurri, tanti purtroppo e si riuniscono strada facendo. Una squadra leggermente più in salute avrebbe potuto recuperare la gara senza problemi. L’Inter, ancora una volta, si è squagliata come neve al sole invece.

Inutile rammaricarsi dell’assenza di Icardi, non avrebbe toccato palla, altra cosa sarebbe invece ragionare sul suo defilarsi da sfide determinanti per la stagione, quando la squadra è ridotta ai minimi termini: una scelta quanto meno deprecabile dell’argentino che certo non aiuta a risolvere la telenovela…

Molti giocatori seppur giustificati da uno stato di forma non al meglio, non raggiungono la sufficienza. Skriniar non è al top, ma tiene botta. Bene Politano che da solo però può ben poco. Un piacere vedere esordire due giovanissimi, purtroppo per loro in una pessima serata. Keita Balde regge tutta la gara, ma non è mai pericoloso. Male Candreva, bene Ranocchia, entrato nella ripresa.

Al prossimo giro c’è il derby, partita importante anche per la Champions: non è il momento di piangersi addosso. È il momento piuttosto di ritrovare, di ritrovarsi, scacciare timori e paure, ignorare gli “assenti” e usare la testa in mezzo al campo.

Amala.