Una partita da ricordare o è meglio guardare avanti, felici dei punti messi in carniere?! E dimenticare le diverse note negative che, quest’anno, si ripresentano ad ogni incontro che si vinca o che si perda. Riavvolgiamo il nastro.

Il primo tempo è stata una partita contratta, il Genoa chiuso a riccio pronto ad approfittare di eventuali svarioni del centrocampo o della difesa nerazzurra (che non ci sono stati) e l’Inter a cercare di fare la partita, con poca fantasia e scarsi risultati. Bene il rientro di Poli, un pò frenetico, ma caparbio (a sua discolpa era fuori ruolo). Bene la difesa, attenta e precisa. Bene Thiago Motta con la sua calma olimpica e il pallone incollato al piede. Milito ormai ride dei suoi errori (chi lo guarda in curva o in televisione un pò meno), non resta che continuare a sperare che la fortuna si riaffacci dalle sue parti, ma su tutto viene da sottolineare la forma fisica della squadra. Finalmente insieme all’equilibrio difensivo, si può sottolineare una ritrovata dinamicità sul campo, una reattività che allontana il ricordo delle prime giornate, quando gambe molli e scarsa concentrazione hanno contribuito (e non poco) al crollo in classifica (lasciamo perdere altre cause).

Il secondo tempo ha visto i nerazzurri calare di concentrazione all’inizio, complice un Genoa più aggressivo, ma ancora sulle gambe fino al gol che, paradossalmente, ha sbilanciato la squadra in avanti, mettendo a rischio il risultato. Troppa voglia di strafare, di rivalsa, consapevolezza dell’importanza di mettere al sicuro il risultato, guardando alla classifica che grazie al neo-goleador nipponico Yuto ora ci vede a -10 dalle prime della classe.

Finisce così 1-0, vittoria in fondo meritata, nonostante pecche evidenti come lo scarso apporto degli esterni e la forzata assenza di un trequartista in grado di dare più fantasia al gioco. Ottimo il piglio di Forlan al rientro e bene anche Alvarez nonostante un inizio ancora una volta incerto. Mancano ancora i gol degli attaccanti, Pazzini e Milito non riescono a trovare continuità. La squadra dietro però c’è, non manca la volontà e la convinzione. Un plauso a sor Ranieri che indubbiamente è riuscito a recuperare il morale dei giocatori e la vittoria di oggi è frutto soprattutto di un gioco ritrovato, più compatto e di una carica di orgoglio che male non fa.

L’arbitro: errori a favore e a sfavore di entrambe le squadre. Sicuramente un’espulsione mancata nel primo tempo per un fallo su Milito, un fallo di Lucio non sanzionato (gomitata) e infine il gol annullato al Genoa. Tutti si accaniscono e si accaniranno sul fuorigioco si o fuorigioco no. A mio avviso al di là di tutto c’era un fallo su Lucio, su cui il giocatore del Genoa si è appoggiato in modo scorretto nel saltare a rete. Dunque gol da annullare in ogni caso.

Per concludere, una partita che di buono ha sicuramente i punti acquisiti, una conferma della compattezza difensiva e una ritrovata tenuta atletica. Per tutto il resto c’è ancora da lavorare, ma le premesse ci sono. Per ora godiamoci il lato sinistro della classifica.