Pronti via e subito Vecino sbaglia il primo passaggio. Se il buongiorno si vede dal mattino, scende presto la notte fonda sulla gara dei nerazzurri. Il Benevento ultimo in classifica sale in cattedra a S. Siro e per più di 60 minuti controlla la gara e crea le occasioni più nitide. Alla fine del primo tempo non è un caso se tutto lo stadio inonda di fischi i padroni di casa, molli, timorosi, impacciati, mai pericolosi, mai al tiro. È appena il 54′ quando Vecino spara da fuori area e impegna Puggioni per la prima volta. Il calcio poi è strano, a volte toglie, a volte da. Al 66′ su calcio piazzato va in gol di testa Skriniar. Al 69′ è la volta di Ranocchia. Segnano i due che col Genoa avevano contribuito sfortunosamente alla sconfitta e l’inter comincia a giocare. Il Benevento finisce in 10, senza la forza e le energie necessarie a recuperare il risultato e i nerazzurri ritornano temporaneamente al terzo posto.

Onore al Benevento: giocano, lottano, forse gli mancano un paio di rigori. Impegnano Handanovic e non si perdono d’animo. Certo il carico di stress è diverso, ma quanta grinta, quella che vorremmo vedere anche tra i nerazzurri.

Per più di un’ora partita sostanzialmente inguardabile, Inter peggio di una squadra di serie C. I gol su calci piazzati fanno girare il vento e regalano una vittoria quasi insperata.

A poco valgono i tentativi iniziali di Spalletti per trovare la quadra e l’assetto giusto. Dentro Rafinha dal primo minuto, si rivedono Perisic e Candreva, ancora fuori Miranda e Icardi, spazio a Eder e Ranocchia. Gagliardini e Vecino in mezzo, Cancelo e D’Ambrosio sugli esterni. Il brasiliano non riesce a incidere come nelle gare in cui è entrato in corsa; si danna, ma non è mai risolutivo, al suo posto Karamoh: da la sveglia e subito dopo arrivano i gol. Eder subisce un fallo da rigore, ma resta anche lui fuori per lunghi tratti di gara. Benino Cancelo, male D’Ambrosio. Vecino per lunghi tratti in confusione, Gagliardini più attento in fase di copertura. Bene la coppia difensiva centrale nel tenere a galla i compagni e poi addirittura a rimpiazzarli in fase d’attacco salvando prima i compagni e poi regalandoci la vittoria. Perisic e Candreva cui sarebbe demandato il ruolo di marcatori sono invece ancora in ombra.

Per più di un’ora partita sostanzialmente inguardabile, Inter peggio di una squadra di serie C. I gol su calci piazzati fanno girare il vento e regalano una vittoria quasi insperata, ma basterà a riprendere fiducia? La prossima è il derby, contro un Milan carico e grintoso… l’auspicio è che al di là di come sia arrivata, la vittoria sul Benevento sia l’inizio di qualcosa, almeno sotto il profilo del morale, chissà, ma le premesse non fanno ben sperare e il recente passato pure.

Restiamo inguaribilmente ottimisti e speriamo di rifarci contro i cuginastri? Ma si, in fondo, siamo interisti, nulla è impossibile, nel bene e nel male.

Amala.