Si torna alla vittoria dopo due mesi e, con la sconfitta della Lazio, balziamo addirittura al terzo posto. Tanta sofferenza, molti sacrifici tra i fischi e le ovazioni di un S. Siro sempre pieno e sempre, nonostante tutto, vicino alla squadra.

È stata una vittoria da pazza Inter, tra infortuni, esordi, arrabbiature e polemiche, ma per questo più sentita e più gustosa.

Spalletti cerca di dare la scossa cambiando qualcosa dell’assetto tattico e negli undici titolari. Confermato al centro dell’attacco Eder, complice il perdurare dell’infortunio di Icardi, il mister fa esordire titolare il giovanissimo Karamoh al posto di Candreva. Dall’altro lato Perisic. Dietro le punte Brozovic più avanzato con Vecino e Borja Valero in copertura. A sinistra D’Ambrosio, a destra Cancelo, in barba alle chiacchiere su panchine punitive e quant’altro, al centro della difesa Miranda e Skriniar. Si parte e lo si fa alla grande: bastano tre minuti per andare in vantaggio con una rete di ottima fattura di Eder che da titolare segna sempre. La prima mezz’ora vede i nerazzurri in controllo, con gli ospiti che non demordono e comunque si rendono pericolosi. Handanovic fa un intervento risolutivo e mantiene a galla la barca. Ad affondarla o comunque ad aprire una bella falla, ci pensa Miranda con un intervento “sfortunato” quanto scomposto che serve su un piatto d’argento all’ex Palacio l’occasione per pareggiare. L’argentino, davanti alla porta, non sbaglia e non esulta. Il primo tempo si conclude con l’Inter in bambola e le solite paure.

Nella ripresa fa il suo esordio Lisandro Lopez che sostituisce l’infortunato Miranda. I nerazzurri cercano timidamente di riprendere in mano la gara, trascinati prima da un Karamoh in stato di grazia e poi anche dal subentrante Rafinha che prende il posto di un Brozovic ormai sparito dai radar. Inutile il teatrino, l’ennesimo, che ci regala un giocatore che continua a fornire prestazioni opache e altalenanti. Il brasiliano invece, in combinazione col francesino, danno la svolta alla gara. Una combinazione tra i due, porta Karamoh al tiro da fuori area e ad un gol pesantissimo nonché bellissimo. Il Bologna non si scompone e prima in dieci e poi in nove, continua a far soffrire i nerazzurri fino alla fine, fino a un triplice fischio che sa di liberazione. Tanta sofferenza, ma tre punti d’oro. Non è detto che la fine della crisi sia arrivata, ma di sicuro una piccola svegliata si spera ci sia ora che i giochi si fanno duri.

Donadoni lamenta un rigore inesistente non dato, Spalletti glissa su un rigore netto, non dato: cose che accadono al tempo della VAR…

Una partita dunque combattuta, con tante occasioni sprecate, molto nervosismo e tensione, ma tanta voglia di vincere, nonostante tutto

Karamoh e Rafinha splendono di luce propria: insieme, a pieno regime, possono diventare travolgenti. Lisandro Lopez fa i suoi 45 minuti (50 e passa in realtà) con ordine e senza sbavature: non fa rimpiangere Miranda e fa sfoggio di una presenza fisica in mezzo al campo d’effetto. Eder dà tutto fino a che ha benzina. Perisic viene contestato in più occasioni per degli errori marchiani sotto porta, ma resta in campo fino alla fine con una spalla dolorante: tanta imprecisione per il croato, ma un segnale forte di attaccamento e professionalità. Brozovic e Borja Valero indubbiamente sotto tono: lo spagnolo regge meglio alla lunga, ma cala nel ritmo mentre il croato ci regala l’ennesimo sfogo post-sostituzione applaudendo il pubblico che lo fischiava… l’opposto di Perisic insomma.

Una partita dunque combattuta, con tante occasioni sprecate, molto nervosismo e tensione, ma tanta voglia di vincere, nonostante tutto. Risolta da un gioiellino di diciannove anni che va ancora a corrente alternata, ma con prospettive enormi. Fortunato o bravo, Spalletti lo fa esordire da titolare al momento giusto e viene ricompensato.

Noi ci godiamo finalmente una vittoria: non ci resta che sperare che non sia una vittoria di Pirro, ma l’inizio di una nuova storia…