In una cornice da grandi occasioni, ma ormai S.Siro è sempre vestito a festa e risponde sempre presente, l’Inter si gioca il primato in classifica e questa volta non per un’effimera serata. È soprattutto il momento della verità, la prova di maturità che determinerà le ambizioni della squadra nerazzurra e lo stato dell’arte, dopo anni di purgatorio e crolli sul più bello. Questa volta il salto di qualità c’è stato: una tripletta di Perisic, un gol di Icardi e uno di Skriniar asfaltano gli ospiti veronesi e lanciano i nerazzurri in testa alla classifica, approfittando così della sconfitta del Napoli proprio contro i prossimi avversari della beneamata, la Juventus. Consapevoli dell’importanza della gara contro i clivensi, i nerazzurri giocano una gara quasi perfetta nonostante le supposte pesanti assenze di quelli che fino ad ora avevano giocato da titolari. Precisi, costanti, solidi, compatti, i nostri scendono in campo con “gli occhi della tigre” e schiacciano gli avversari per tutti e novanta minuti. I numeri della gara sono impressionanti come lo score è impietoso. In tanti, sotto sotto, avevamo temuto il classico scivolone, sulla scia degli ultimi anni nel momento topico, contro la “piccola” di turno, con tutto il rispetto per il Chievo chiaramente: tutti felicemente smentiti. Spalletti ha fatto il miracolo, ha saputo creare un amalgama perfetto, un gruppo solido, ma soprattutto una mentalità vincente, degna del blasone e capace di far venire fuori il meglio di ogni giocatore al momento opportuno. Chi gioca, non importa quanto, da il massimo in campo. Ranocchia diventa un caso esemplare: da tempo in panchina, spesso eccessivamente attaccato da tifosi e media, gioca una partita encomiabile, sfiorando persino il gol in almeno un paio di occasioni e, finalmente, riscattandosi da prestazioni negative.

Chi gioca, non importa quanto, da il massimo in campo.

Brozovic e Joao Mario non fanno per niente rimpiangere Vecino e Gagliardini e aggiungono qualità al gioco, mantenendo alta la qualità del centrocampo interista e contribuendo ad una delle migliori gare di quest’anno.

Handanovic, fresco di rinnovo, fa una sola vera parata sullo zero a zero e poi diventa praticamente spettatore non pagante.

Santon e D’Ambrosio si scatenano sulle fasce, Ranocchia e Skriniar insormontabili.

L’attacco è devastante: Candreva sforna cross e lanci uno dopo l’altro: capolavoro l’assist per Skriniar, il più bello dei cinque gol probabilmente (il quarto della serie).

Senza tregua (cit.) i nerazzurri continuano a macinare gioco e a fare punti. Il mister ha trovato la giusta alchimia, il gruppo c’è ed è solido, è lecito sognare. Il prossimo avversario, la Juventus, capita al momento giusto per misurare ancora di più le possibili ambizioni dell’Inter. Di sicuro c’è che non ne sminuirà, comunque vada, le potenzialità e ciò che di buono è stato realizzato fino ad ora né intaccherà le speranze di raggiungere obiettivi importanti. Insomma, si vola sulle ali dell’entusiasmo e per una volta, per un po’, è bello lasciarsi andare.