Due mesi senza vittorie, dal primo posto a un quarto traballante, ma soprattutto un livello di gioco e di carattere bassissimo. Senza Icardi, infortunato, Spalletti punta su Eder al centro dell’attacco tra i due ectoplasmi Perisic e Candreva. A centrocampo Brozovic, Vecino e Borja Valero, a difesa si rivede titolare Dalbert a sinistra, D’Ambrosio a destra, confermati i due centrali salvatutto Miranda e Skriniar.

Cambiano gli ingredienti, non cambia il sapore amaro di una squadra ferma, senza testa, succube e per lunghi tratti incapace di reagire. Il primo tempo per una mezz’ora ci regala una partita quasi decente che vede l’apice nel vantaggio siglato da Eder, poi si spegne la luce. Il Crotone non rischia mai più del necessario, tiene testa ai padroni di casa e dopo il gol si rinvigorisce. Nella ripresa gli ospiti gestiscono il gioco e raggiungono meritatamente il pari. Spalletti butta nella mischia Rafinha, Karamoh e Cancelo che risulteranno i migliori in campo, ma la sostanza non cambia. Restiamo ancora bloccati al palo con sei punti in otto gare e soprattutto un’immagine pietosa che non prelude a nulla di buono.

Cambiano gli ingredienti, non cambia il sapore amaro di una squadra ferma, senza testa, succube e per lunghi tratti incapace di reagire.

Il mercato di riparazione è servito a poco o forse no, a vedere Rafinha, ma non ha dato svolte epocali in ogni caso; le difficoltà a creare gioco, a mostrare la necessaria imprevedibilità ci rendono mediocri e per lunghi tratti inguardabili. C’è poco da stare allegri. Gli unici applausi a cuore aperto vanno al numero uno di sempre, Walter Zenga, testimone di un tempo in cui almeno il carattere c’era e spesso faceva la differenza. Resta da sperare che, data una classifica ancora lenta a decollare, si possa comunque recuperare. Le chiacchiere, però, come si suol dire, stanno a zero. Andiamo avanti, altro giro, altra corsa….