Se non riusciamo ad arrivarci, le finali ce le inventiamo. Contro l’Empoli ennesimo test cardiologico per tifosi ormai stremati, se siete ancora vivi, avete una salute di ferro. La partita è infinita, la classifica cambia diverse volte durante i 97 minuti di gioco, come il risultato e gli umori dei tifosi. Segnano Keita Balde e Nainggolan, ma è Handanovic a portarci in Champions League. Icardi sbaglia malamente un calcio di rigore e chiude male, anzi peggio, la stagione. D’Ambrosio salva sul finale colpendo la nostra traversa e finiamo in dieci, fortunatamente a tempo ormai scaduto. Cuore e fortuna ci portano alla fine ad agguantare il traguardo minimo prefissato, un quarto posto alle spalle della sorprendente Atalanta, un punto sopra i cugini rossoneri. L’Empoli ne fa immeritatamente le spese, retrocedendo.

La gara è molto vivace, nel primo tempo il portiere empolese è protagonista di diversi interventi decisivi. Si smuove tutto nella ripresa ed è un susseguirsi di emozioni, gioia, rabbia, frustrazione, paura. Finisce con una vittoria per nulla scontata, ma decisiva.

Ora sono tante le cose che possono, potrebbero e dovrebbero cambiare, dall’allenatore ai giocatori. C’è tempo per rivedere a freddo il film del campionato e fare le dovute valutazioni sui singoli.

Icardi resta o se ne va? Perisic realizzerà il sogno di andare in Inghilterra? A centrocampo continueremo ad avere giocatori senza estro? L’attacco resterà uno dei meno prolifici della serie A? Spalletti doveva essere ancora l’allenatore nerazzurro e Conte, se Conte sarà, riuscirà a far dimenticare i suoi trascorsi juventini? L’unico punto fermo è il reparto difensivo, almeno portiere e centrali sono presente e futuro di una squadra potenzialmente vincente. Tutto il resto è da vedersi, c’è molto da fare per evitare altre annate tra blackout e telenovelas…

Amala! Comunque è sempre.