Davanti a quasi 80.000 spettatori, un altro argentino, dopo cinque anni, trafigge per tre volte la porta milanista. Era Diego Milito, è Mauro Icardi.

I rossonere vengono sconfitti e i nerazzurri si accomodano al secondo posto in solitaria, a due lunghezze dall’inedita capolista Napoli, prossima avversaria.

Una vittoria esaltante, voluta, cercata, sofferta, nella migliore tradizione della pazza Inter che tutti amiamo. Spalletti schiera Nagatomo e D’Ambrosio sulle fasce, centrocampo con Borja Valero, Vecino e Gagliardini, davanti Perisic, Candreva e Icardi. Out Joao Mario. Il primo tempo è nerazzurro. Il Milan si affaccia nell’area avversaria solo al 44′. L’Inter celebra la propria prestazione andando negli spogliatoi in vantaggio con un bellissimo gol di Icardi su assist di Candreva.

Una vittoria esaltante, voluta, cercata, sofferta, nella migliore tradizione della pazza Inter che tutti amiamo.

La ripresa è un’altra partita. I rossonere partono forte, l’Inter si abbassa troppo e arriva il gol del pari. Lo scossone serve e i nerazzurri ricominciano a giocare. Perisic, più libero rispetto al primo tempo, serve un pallone non facile ad Icardi e arriva il raddoppio. Il Milan non ci sta e insiste, ingenuità difensiva e Bonaventura può tirare comodamente in porta: Handanovic, già decisivo nel primo quarto d’ora della ripresa, è sfortunato nella respinta e butta la palla in porta. Il 2-2 sembra ormai il risultato finale, ma allo scadere del recupero, su calcio d’angolo, D’Ambrosio viene affettuosamente abbracciato e steso in piena area di rigore. Var e arbitro concordano: calcio di rigore. Sul dischetto ancora Maurito. Gol e triplice fischio. S.Siro esplode di gioia! Sugli spalti fa ancora impressione vedere gioire insieme Zanetti, Cambiasso e quel Milito di cui sopra. Che gioia! Spalletti salta e urla per la felicità. L’Inter non brilla certo come il Napoli per il gioco, ma non molla mai e lotta fino alla fine. Fa sognare, ma con i piedi per terra. Il futuro appare una bellissima e accattivante incognita.

Brillano su tutti Icardi, autore di una prestazione completa e determinante, finalmente; Candreva, uscito tra gli applausi, per questa sera piede d’oro; Handanovic, ancora una volta determinante nei momenti difficili; Vecino, fino alla fine arcigno e propositivo; Skriniar, onnipresente baluardo. Non raggiungono la sufficienza piena Miranda e Gagliardini: qualche incertezza di troppo e qualche palla persa da brividi. L’applauso va però a tutti indistintamente, perché il derby è il derby è si vince solo se tutti danno il massimo o quello che possono dare. Ci saranno altre occasioni per fare meglio.

Tre punti pesanti dunque, squadra e società pienamente soddisfatti. 22 punti su 24 disponibili con una squadra rifondata e con un bel fardello sulle spalle (la pessima scorsa stagione), un allenatore che sa come far girare gli ingranaggi e giocatori sempre più convinti dei propri mezzi. È forse ancora presto per riconoscersi grandi, ma le basi sono state gettate. Il gioco deve sicuramente migliorare, la fortuna si aiuta gli audaci, ma non basta. Contro il Napoli sarà un vero banco di prova sotto il profilo della tenuta e della concentrazione, lasciando perdere calcoli e punti. La Champions, luogo naturale per L’Inter, manca da troppo tempo, ma non è un miraggio…

Amala!