Partita quasi perfetta per i nerazzurri che si riscattano dalle paure del Camp Nou e dalla sconfitta meritata, ma evitabile, in Champions. Contro la Lazio i giocatori del neopresidente Steven Zhang si dimostrano certi delle proprie possibilità, dinamici, determinati e cinici, raccogliendo tre punti che li fanno salire al secondo posto a pari punti con il Napoli di Ancelotti, meritatamente.

Spalletti conferma Vrsaljko e Asamoah esterni bassi, Skriniar e Miranda al centro, a centrocampo si rivede dopo un bel po’ di tempo Joao Mario, al fianco di Brozovic e Vecino e in attacco Perisic, Icardi e Politano, forse uno dei più in forma tra i nerazzurri in questo momento. Il primo tempo inizia con le due squadre che da subito cercano di affondare il colpo, gli ospiti con più convinzione. Al 28′ è Icardi a spezzare gli equilibri e a spostarli radicalmente sulla sponda milanese. Il gol è tra l’altro figlio di un’azione corale, dove i nostri sono su ogni passaggio, coprono tutto il campo e sulle seconde palle o i rimpalli arrivano sempre prima. Portando almeno tre uomini in area è poi più semplice avere ragione della difesa avversaria. La Lazio dopo il gol cerca di reagire, ma accusa il colpo. Al 41′ la mazzata di Brozovic da fuori area spegne le velleità dei laziali e manda le squadre al riposo con un’Inter tonica, in palla, ben messa in campo e convinta dei propri mezzi. La ripresa ovviamente vede salire la Lazio in cattedra. L’Inter controlla la gara e cerca di far male sulle ripartenze. Handanovic si prende la scena e salva in almeno quattro occasioni. Al 79′ Icardi cala la pietra tombale sul match su assist di Borja Valero, subentrato a un Joao Mario che ha ben figurato.

L’Inter è diventata una squadra, un collettivo, un gruppo e si muove di conseguenza sul campo da gioco.

Icardi e Handanovic sono protagonisti tra higlights e tabellini, ma dietro è tutta la squadra che gira. Asamoah gestisce la difesa con esperienza e in collaborazione con Skriniar e un Miranda ritrovato. Brozovic è il mattatore di centrocampo, mentre Vecino oramai è sempre più uomo d’area, alla ricerca del gol, in pratica un attaccante aggiunto. A Perisic manca solo il gol, mentre il funambolico Politano è sempre più indispensabile per aprire le difese avversarie. Chi subentra, come Borja Valero o Gagliardini, si fa trovare pronto. L’Inter è diventata una squadra, un collettivo, un gruppo e si muove di conseguenza sul campo da gioco. Ha trovato fiducia nei propri mezzi, quella fiducia che è mancata contro il Barcellona e ne raccoglie i frutti in campionato. La scalata alla vetta procede, partita per partita. Il neopresidente, cui facciamo tutti gli in bocca al lupo possibili, si è di sicuro rallegrato e rincuorato, le potenzialità di questa squadra si sentono a pelle e in crescita e poichè nulla è scritto, non ci sono limiti a cui restare incatenati.

Amala.