Al Barbera i nerazzurri trovano un Palermo arcigno e rinvigorito, desideroso di fare bella figura davanti al proprio pubblico e cominciare a far punti per risalire la china. I rosanero pressano come indiavolati, subiscono a tratti la supremazia e la superiorità tecnica degli ospiti, ma non mollano mai la presa e mettono in difficoltà gli interisti per tutti e novanta minuti.

Il gol di Joao Mario fa un pò da spartiacque, non tanto tra le due squadre in campo, ma piuttosto tra l’Inter arrendevole e succube del girone d’andata, destinata quasi a lottare per la salvezza e l’Inter alla sesta vittoria consecutiva, lanciata verso il terzo posto, marcata Pioli.

Un Inter che seppure tra le difficoltà e con limiti ancora da superare e difetti da aggiustare, non solo non si arrende, ma lotta, segna e gestisce le gare. La vittoria contro i siciliani, arrivata appunto tra mille sofferenze, segna una crescita della formazione nerazzurra, forgiata nella concretezza e nella cattiveria necessaria per fare proprie anche questo genere di partite. Sotto una pioggia sempre più torrenziale, Icardi e compagni riescono a prendere tre punti fondamentali per scavalcare, almeno momentaneamente, i cuginastri rossoneri e avvicinarsi a cinque lunghezze dalla terza posizione.

Dopo i 120 minuti di coppa Italia, Pioli conferma la squadra che da qualche partita si gioca il campionato: Miranda rileva Medel, Brozovic e Banega affiancano il giovane Gagliardini in copertura e Perisic e Candreva ai lati di Icardi. Il primo tempo è un batti e ribatti tra le due squadre. Nessuna delle due prende il sopravvento, Icardi non riesce a sfruttare le poche occasioni che gli capitano e così anche Perisic. Nella ripresa, col passare dei minuti, Pioli butta nella mischia prima Joao Mario al posto di Banega e poi, dopo il vantaggio siglato dal portoghese, Kondogbia per Perisic e infine Santon per Candreva, dopo la doppia espulsione di Pioli e, soprattutto, di Ansaldi per un secondo giallo.

Gli ultimi dieci minuti più recupero, in dieci contro undici, sono sofferenza pura sotto una specie di diluvio universale, ma questa nuova Inter, sorniona e pragmatica, nel caos successivo all’espulsione, prima va in confusione, poi riesce a mantenere il vantaggio acquisito e infine si aggiudica i tre punti.

Vittoria fondamentale, ottenuta come spesso accade alle grandi: un colpo da maestro di Joao Mario e tanta voglia di fare propositiva, nonostante le difficoltà e la bravura avversaria. Avanti così!