Lautaro sblocca la gara e regala tre punti d’oro ai nerazzurri, annullando la rincorsa delle dirette inseguitrici e recuperando punti rispetto alla seconda. Detto questo, guardando alla partita, sono pochi in realtà gli spunti significativi, ma importanti, da sottolineare, visto il periodo nero in cui si sguazza.

Spalletti riesce a tirare fuori da alcuni giocatori maggiore impegno e concretezza, da fiducia ancora a Perisic e scommette su Nainggolan. Asamoah e D’Ambrosio sugli esterni, con Skriniar e de Vrij formano la linea difensiva, Brozovic e Vecino completano il centrocampo, curiosamente Joao Mario si aggiunge al croato e a Icardi in attacco.

La prima parte di gara non entusiasma, i padroni di casa fanno la gara, l’Inter tiene botta con difficoltà. Primo punto da sottolineare l’accortezza di restare compatti, impedendo a uno come Gervinho di far danni: quando scappa, i ducali prendono la traversa. In attacco poca roba, Perisic corre, ma non punge, Icardi è ancora avulso dal gioco, l’unico a dar segni di vitalità è il portoghese Joao Mario. Nainggolan non è un fulmine di guerra, ma la sua presenza in mezzo al campo finalmente si sente.

Nella ripresa la musica, per fortuna, cambia. I nerazzurri appaiono più convinti, i padroni di casa più stanchi e si comincia a vedere sprazzi di vera Inter. Problema irrisolto sembra essere quello del gol: Icardi non ne indovina una e gli esterni non partecipano alla finalizzazione. L’ingresso di Lautaro Martinez segna l’avvento di una maggiore vivacità. L’assist di Nainggolan da la stura al tanto agognato gol dell’argentino che, dopo aver sbagliato i più facili, realizza il gol decisivo, alleluia!

La sensazione è che sia solo un primo passo, una boccata di ossigeno, per ritrovare tranquillità e giocarsi le occasioni rimaste.

Conferme arrivano dai difensori centrali, da un Brozovic in grande spolvero e da Lautaro Martinez che si riprende alla grande dopo un appannamento che molti aveva fatto dubitare. D’Ambrosio non incappa nella migliore delle gare, litigando con i piedi e il pallone, sbagliando cross e passaggi, meglio la fase difensiva. Perisic si impegna, ma siamo lontani da prestazioni all’altezza, così come Nainggolan, decisamente meglio, ma ancora in fase di rodaggio. Icardi non entra nel vivo del gioco, spesso in ritardo, quasi sempre impreciso: se il problema, come lascia intendere Spalletti nel post partita, è fondamentalmente legato al rinnovo del contratto, stiamo messi male, molto male… Bene Lautaro invece che pur partendo sempre dalla panchina, si libera dell’appannamento visto nelle ultime gare.

La gara con il Parma dunque porta qualche buon auspicio per il prossimo futuro, ma non scaccia convintamente le nuvole delle ultime settimane. La sensazione è che sia solo un primo passo, una boccata di ossigeno, per ritrovare tranquillità e giocarsi le occasioni rimaste. Leggasi Europa League. Icardi resta un incognita da svelare, senza di lui, anzi senza i suoi gol, è tutto più complicato. Mettiamo questi punti in cassaforte e andiamo avanti, consapevoli che almeno una reazione c’è stata e ben venga.

Amala.