Assistiamo in questi giorni a commenti ipercritici di vari giornalisti e commentatori tv che parlano della nostra Inter in termini negativi.

Squadra alle corde, società inerme rispetto alle richieste di rafforzamento avanzate in modo arguto e colorito da mister Spalletti, prospettive di Champions che sembrano allontanarsi e, di conseguenza tifosi che mostrano sui social tutto il loro disappunto per un momento poco felice che ha fatto dimenticare a tutti, troppo presto, che siamo ancora terzi in classifica, e quindi ancora pienamente in lizza per i traguardi prefissati ad inizio stagione.

Se qualcuno si fosse messo in testa che eravamo diventati una squadra in grado di vincere lo scudetto partendo dalle ceneri dello scorso campionato che ci ha visti lontani anni luce dai primi, se ne faccia una ragione: aveva volato troppo in alto con i sogni! Quest’anno stiamo aggiungendo tasselli importanti per diventare un giorno una squadra “perfetta” come era stata l’Inter del triplete 2010.

Un grande centravanti con Icardi nuovo Milito, un muro difensivo con Skriniar novello Samuel, un cervello come Borja Valero che ricorda per intelligenza e sapienza calcistica il grande “Cuchu” Cambiasso, un portiere silenzioso ed affidabile come Handanovic in grado di non far rimpiangere i grandi numero 1 della nostra storia come Julio Cesar e per finire un condottiero capace di gestire situazioni difficili e menti complicate di giocatori dalla personalità altalenante, come i vari PerisicRanocchia e Santon, come il bravo Spalletti che sempre più sta assumendo il ruolo determinante che fu in quegli anni di José Mourinho.

Quella del 2010 era quasi una squadra perfetta: due centrali difensivi che si integravano alla perfezione, due terzini bilanciati in modo eccelso con l’arrembante Maicon che aveva dall’altra parte il più attento e guardingo Chivu; un centrocampo dove c’era praticamente tutto: le sgroppate inesauribili di capitan Zanetti, l’intelligenza calcistica di Cambiasso e Thiago Motta, la forza e gli inserimenti di Stankovic, il genio sempre in movimento di Snejder; e in attacco la classe e la generosità di Eto’o si combinava alla perfezione con il micidiale Milito cecchino nei 16 metri e la tecnica e la freschezza del giovane Pandev. Tutto combinato alla perfezione con i risultati ottenuti che tutti noi non dimenticheremo mai. Ed in rosa oltre a questi che ho citato avevamo oltre ai giovani SantonBalotelli, Muntari e Mariga ed al deludente Quaresma solamente i vecchi guerrieri Cordoba Toldo e Materazzi. Come potere vedere non erano in tanti ma erano quelli che servivano per costruire una rosa perfetta. Ora tornando ai giorni attuali non si può avere la pretesa di avere subito un Zanetti o un Eto’o.

Si deve continuare ad inserire tasselli per completare il puzzle con pazienza senza fare operazioni che non hanno senso. All’Inter di oggi servirebbero degli elementi che mancano: un centrocampista di gamba e esperienza e Ramires sarebbe l’ideale; un 10 che sappia essere genio e aiuto al centrocampo e ad Icardi e Pastore sarebbe l’ideale; e infine manca un difensore centrale per completare il reparto e per il momento andrebbe bene anche il giovane Bastoni con la speranza che si riesca a chiudere per giugno con De Vrij perfetto come futuro compagno di Skriniar per riformare la nuova coppia Lucio-Samuel. Per il momento non ci servirebbe altro perché il resto lo dovrebbe fare il nostro bravissimo mister che ha in rosa talenti come Cancelo, Karamoh,  Dalbert,  Pinamonti e Gagliardini ed ha il compito di farli diventare grandi giocatori da Inter”. Ora tocca alla società trovare il modo per aggiungere questi innesti magari cedendo qualche giocatore come Joao Mario o Brozovic per reperire le risorse necessarie per integrare la rosa per raggiungere il traguardo Champions 2018-19. Sarebbe un peccato buttare al vento ciò che di buono è stato fatto finora. Ci aspettiamo tutti che Sabatini e Ausilio trovino il modo per completare questa squadra con i pochi ritocchi che servono già a gennaio. È l’anno buono per tornare a vivere notti Champions!