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Quelle assenze ben visibili…

Se dovessimo individuare un unico termine per descrivere il momento nerazzurro il più adatto sarebbe senza ombra di dubbio ASSENZA.
Se notate, una buona fetta del tifo interista in queste ore si sta sfogando fisicamente e digitalmente contro qualcosa che non c’è ma che si vede benissimo.

Facciamo luce e chiarezza in questo ragionamento, che può sembrare contorto, in pochi e semplici punti:

Assenza di gioco: passano gli anni, cambiano i giocatori e gli allenatori e diventa sempre più difficile ricordare l’ultima partita in cui abbiamo visto l’Inter giocare veramente bene, con delle trame di gioco ben definite.
Fino a questo momento lo schema d’attacco è diventato semplice e prevedibile con palla sull’esterno di turno e cross al centro verso l’unica punta.

Assenza di giocatori di qualità: in questi anni abbiamo speso 20 milioni per Dalbert, 24 per Vecino, 25 per Candreva, 40 per Joao Mario, 30 per Gabriel Barbosa, 22 per Gagliardini, 31 per Kondogbia per un totale di 192 milioni di investimenti (forse andati in fumo). Suning spende ma male e onestamente con 192 milioni si poteva far sicuramente meglio ma non ditelo al nostro responsabile di mercato che, stranamente, risulta uno dei pochi intoccabili nonostante questa collezione non invidiabile e che continua a esaltare le “qualità” dei giocatori presenti in rosa.

Assenza di carattere: chiamatela pure fame, grinta o cattiveria o con qualsiasi altro sinonimo ma in sostanza manca la voglia di aggredire campo e avversari per uno scopo o più semplicemente per cercare di portare a casa i tre punti.
Il dubbio amletico è sempre quello: spetta all’allenatore trasmettere questo aspetto o esclusivamente al gruppo e di conseguenza agli stessi giocatori?

Assenza di una società: dopo l’era Moratti, prima Thohir e a seguire Suning-Zhang sono risultati completamente distanti dal mondo Inter sia geograficamente e sia nel modo di vivere e interpretare il tifo interista dando sempre di più l’impressione di un impegno meramente economico, di un business con possibilità di guadagno o perdita, di un investimento con un scopo esclusivamente personale e non condiviso.
Qualcuno inizia a sponsorizzare l’azionariato popolare. Che sia l’unico modo per riportare l’Inter agli interisti?

Assenza di un presidente: chi chiede il ritorno di Moratti è perché manca la figura non tanto economica ma di un presidente prima di tutto tifoso che difendeva anche verbalmente la SUA squadra, la squadra del cuore.

Assenza di un vicepresidente: con tutto il rispetto per quello che è stato in campo e per la persona, Javier Zanetti non è la figura adatta a ricoprire il ruolo di vicepresidente. Attualmente è più impegnato a rappresentare l’Inter in tutte le iniziative di marketing e di promozione del brand nel mondo, ma il ruolo di un vicepresidente sarebbe anche quello di alzare la voce e prendere delle decisioni importanti nel momento del bisogno. Facchetti sarebbe da prender d’esempio ma così facendo Javier rischia di macchiare quell’immagine costruita in tanti anni di carriera.

Assenza di un progetto a lungo termine: ogni anno, da un paio d’anni a questa parte, ci ritroviamo a dover decifrare il reale obiettivo di inizio stagione che puntualmente con il passare delle giornate viene pian piano ridimensionato.
Ogni anno sia per le tanto agognate esigenze di bilancio che per le idee giustamente diverse di ogni guida tecnica, ci siamo trovati a veder smontare e ricostruire quel briciolo di impalcatura costruita con immensa fatica la stagione precedente senza un briciolo di continuità progettuale. La domande sono sempre quelle: a quando un progetto un serio e duraturo anche non legato ai risultati immediati e soprattutto a quando un progetto che coinvolga realmente i giovani e vincenti del settore giovanile usati al momento come semplice merce di scambio e oggetto di piccole plusvalenze?

Assenza di un filtro: l’Inter, è noto, non gode dei favori di quella stampa dichiaratamente o velatamente di favore. Tutto quello che accade all’interno dello spogliatoio e nelle riunioni di mercato viene spudoratamente diffuso nei quotidiani sportivi cartacei e online senza alcun filtro da parte degli addetti stampa nerazzurri. SI parla di una talpa, di fuga notizie ma basterebbe pubblicare delle rapide e decise smentite, nei propri canali web, per i fatti spifferati per gestire quel gossip sportivo altamente dannoso per tutto l’ambiente.

In tutte queste abbondanti assenze c’è un’unica e costante presenza: il pubblico di San Siro che riempie lo stadio dall’inizio della stagione.
Un gesto di incredibile fiducia ripagata solo per la prima parte di stagione, fiducia tanto facile da guadagnare quanto da perdere soprattutto con queste pessime prestazioni.

1 Comment
  1. Confetti leandro

    19 Febbraio 2018 12:17

    Ma se si parla di soldi spesi male chi sbaglia deve andarsene o licenziare come in tutte le società serie quindi i colpevoli si conosco quindi da vari Auslio,Sabatino ,e OSSERVATORI tutti a CASA

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