Seconda sconfitta consecutiva. La vetta si allontana, ora siamo a -5, I fantasmi dell’anno scorso si riaffacciano con prepotenza. Sarebbe facile fare uno più uno e cominciare a temere il peggio, calo fisico, calo psicologico e via dicendo, ma la gara col Sassuolo è stata diversa da quella persa con l’Udinese. I padroni di casa hanno alzato le solite barricate e sono andati in vantaggio con una ripartenza fortunosa. L’inter al contrario è stata costantemente in attacco, per almeno sessanta minuti ha chiuso gli avversari nell’area di rigore, ha sfiorato il pari in più occasioni e, dulcis in fundo, ha sprecato il calcio di rigore che Icardi si è fatto parare. Partita dunque sfortunata, condita sicuramente da errori individuali, ma soprattutto figlia dell’indolenza e della leziosita mostrata nel primo tempo. I primi quarantacinque minuti sono stati infatti giocati sotto ritmo, con scarsa velocità e poca convinzione, tanta superficialità. La differenza si è vista nella ripresa, con un pressing asfissiante, una pressione costante, ma sotto porta, nonostante tutto, evanescenti, poco concreti e per niente precisi. Dunque il problema, atavico, resta sempre lo stesso: fare gol. Pur producendo una enorme mole di gioco, cross e quant’altro, non tiriamo più del necessario, segniamo il minimo indispensabile e quando andiamo sotto, facciamo tantissima fatica ad arrivare alla conclusione e soprattutto alla realizzazione: in sostanza non possiamo definirci di certo una macchina da gol e ne paghiamo il prezzo.

Partita dunque sfortunata, condita sicuramente da errori individuali, ma soprattutto figlia dell’indolenza e della leziosita mostrata nel primo tempo.

E dire che Spalletti ci ha provato: nella ripresa fuori il solito ectoplasmatico Brozovic e dentro Eder, la sostanza non è cambiata. Dalbert ha rilevato l’infortunato D’Ambrosio, ma non c’è stata variazione. Cancelo, partito titolare, nella ripresa è stato meno timido, ma come tutti i suoi compagni poco pragmatico. Perisic e Candreva ancora una volta non riescono ad arrivare al tiro o a finalizzare, per cui l’isolato Icardi poco di più può fare. La difesa traballa, non cede, ma risente comunque della fase d’attacco mal congeniata e mal gestita.

Rincalzi che diano a Perisic o a Candreva la possibilità di rifiatare non ce ne sono; esterni o centrocampisti che si propongano per finalizzare o concludere non ce ne sono; un sostituto di Icardi nemmeno a parlarne. Spalletti dovrà dunque fare di necessità virtù, ma in un modo o nell’altro, dopo aver dato quadratura alla squadra, è chiamato ora a risolvere l’annosa questione del gol. A poco vale stare sessanta o novanta minuti nell’area avversaria, senza fare gol: poi succede che lo prendi, per colpa tua o meno e comunque perdi. Vediamo di non fare la fine dell’anno scorso dunque, questa volta sarebbe veramente un peccato… il derby di Coppa Italia sarà un buon test per capire chi siamo e dove andiamo, contro un avversario ostico, ma scalcagnato.

Buon Natale amici nerazzurri, è stato comunque un buon inizio di campionato che due sconfitte non possono rovinare. Fate buone feste e ripartiamo più forti di prima, #senza tregua!

Auguri!