Se dovessi trovare una parola chiave per questo periodo della stagione sarebbe demotivazione: ovvero il perdere interesse per qualche cosa, scoraggiarsi.

Se aggiungiamo inoltre che questa è fortemente alimentata da il deludente pareggio contro il Chievo, dalla vittoria risicata contro la SPAL, dalla sconfitta contro una Juventus che ormai sembra imperdibile da tutto e da tutti, l’eliminazione evitabile dalla Champions League allora possiamo affermare che questa non è solo una parola chiave ma una situazione evidente e sotto gli occhi di tutti.

È uno stato d’animo che si manifesta palesemente nelle giocate, nel gioco e nei giocatori che scendono in campo, nelle azioni, nei gesti e nelle parole dell’allenatore che allena fisicamente e mentalmente (o almeno dovrebbe) la squadra.

Sappiamo tutti che questo è il momento più difficile della stagione; la partita contro il Napoli diventa crocevia importante di un’annata che rischia di darti poco o niente di quello che pensavi di ottenere fin dai primi giorni del ritiro estivo.

Ora è fondamentale e indispensabile trovare ogni singola motivazione in un campionato che comunque ci vede ancora al terzo posto, ma che alle spalle vede tante, troppe squadre che stanno galoppando velocemente per la zona Champions.

È necessario trovare ogni singola motivazione per un’Europa League che ci prosciugherà tutte le energie in ogni maledetto giovedì di coppa dove saremo sempre dannatamente troppo vicinia una giornata di campionato, ma allo stesso tempo ci potrebbe dare comunque un trofeo europeo da mettere in bacheca.

Sarà inoltre necessario non snobbare quella Coppa Italia giocata negli ultimi anni con troppa sufficienza da giocatori che tendenzialmente giocano poco e che puntualmente dimostrano di non meritare abbastanza la maglia che indossano.

Diciamo che da questo momento in poi non ci sono più scuse, non ci sono più alibi e i motivi per rendere questa stagione importante ci sono e ve li abbiamo elencati. 

Ora però sarebbe ipocrita e incoerente chiedere un passo avanti mentale alla squadra, al mister e alla società e non chiederlo anche a quella parte di tifo che persevera nel puntare il dito sui singoli ipotetici colpevoli a ogni segnale di difficoltà, che ha come unica soluzione ai problemi il “via tutti!!”

Diamo un senso a tutto questo, anche se un senso non ce l’ha.