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Inter-Genoa 5-4

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Andrea Stramaccioni

Amala, pazza Inter, amala. Come non cominciare con queste parole la cronaca di questa partita?! Non è dato ai tifosi nerazzurri di assistere ad una partita della beneamata senza restare in fibrillazione per tutti e novanta minuti più recupero. Non è dato a nessun altro tifoso di altre squadre di capire quanto possa essere bello, nonostante tutto, amare la più pazza delle squadre di serie A. Nemmeno sul 3-0 ci si può rilassare, ma questo ormai, lo sanno tutti i tifosi nerazzurri e non è più un problema, specie quando si vince e si gioca alla “maniera nostra”.

La partita di oggi portava con sè, già prima di cominciare, tante attese e curiosità: dall’esordio del nuovo e giovanissimo allenatore, Andrea Stramaccioni, a proposito, benvenuto Mister!, ai nuovi schemi di quest’ultimo e all’ennesimo nuovo corso di quest’anno, fino alle reazioni dei giocatori a tutti questi cambiamenti e all’eventuale esordio anche di qualcuno di loro come Guarin o magari di qualche neo-campione d’Europa della primavera. Di fronte, un Genoa in crisi, ma con una squadra pur sempre di tutto rispetto. A voler raccontare tutto quello che è successo nei novanta minuti ci vorrebbe quasi un libro, ma andiamo per ordine.

Il neo-allenatore nerazzurro da un primo segnale di cambiamento adottando uno schema più offensivo di quelli cui eravamo abituati con Claudio Ranieri, cui vanno comunque ringraziamenti e stima per la persona seria e distinta che si è dimostrata essere, e schiera un 4-3-3 composto da quasi tutti giocatori di esperienza. Zanetti e Chivu come esterni difensivi, Stankovic davanti alla difesa e Poli e Cambiasso ai lati. Davanti Milito punta centrale e come esterni Forlan e Zarate. Assente Maicon per un problema al ginocchio. Va subito detto che con uno schema del genere i giocatori sono stati anche responsabilizzati e il loro approccio alla partita e l’evidente sforzo di tener fede ai dettami dell’allenatore ha contribuito alla riuscita di una partita comunque difficile e per certi versi determinante per il prosieguo in campionato, visti anche i risultati delle altre partite.

Il primo tempo è di marca nerazzurra senza alcun dubbio. La squadra mostra una buona tenuta atletica, tutti cercano di fare la loro parte, a volte in modo quasi scolastico, ma, complici le doti dei singoli, lo schema sembra funzionare e seppure con qualche sbavatura, già si vede la mano del nuovo allenatore. Basti pensare che per la prima volta si vedono schemi su calcio d’angolo (anche se ne batteremo solo 2 in tutta la partita). Ad ogni modo, il gioco c’è e il contributo del collettivo sia in fase d’attacco che in fase difensiva è abbastanza fluido. Il Genoa cerca di fare gioco, ma non risulta mai realmente pericoloso. E’ l’Inter infatti ad andare in vantaggio con Milito al 14′, lasciato colpevolmente solo in area di rigore, con un bel colpo di testa su assist di Forlan. Al 30′ è la volta del raddoppio: lancio lungo di Stankovic, tocca un difensore del Genoa che rimette in gioco Milito, bravo a spiazzare Frey. Doppietta del Principe. Otto minuti dopo, da una ribattuta in area, Lucio si impossessa del pallone ed effettua un tiro-cross potentissimo. Samuel intercetta al centro dell’area e devia in rete. Tre a zero e la partita sembrerebbe essere chiusa…. Così non è. Al 46′ su un tentativo di rovesciata di Sculli, una deviazione fortuita di Moretti manda in gol il Genoa e si chiude il primo tempo. Scorre un brivido lungo la schiena dei tanti tifosi interist, perchè la sensazione è che non sia affatto finita.

Il secondo tempo è un inno al calcio e alla pazzia dell’Inter. Il Genoa scende in campo con un altro piglio e mette in difficoltà fin dall’inizio i padroni di casa. Lo sforzo di Palacio e Gilardino continua ad essere sterile, perchè nonostante lo schema offensivo, la squadra nerazzurra regge anche se appare un pò in affanno e, a tratti, in debito di ossigeno. La prima scossa all’incontro la da, involontariamente, il Capitano che, in area di rigore, tocca con il braccio la palla e l’arbitro Valeri non ha dubbi. Rigore. Segna Palacio e si va sul 3-2. L’Inter cerca di reagire e riprende a giocare con un fare più aggressivo. Stramaccioni fa la sua prima mossa e fa esordire Guarin sostituendo Stankovic. Buona la prima del colombiano a S.Siro. Intanto Zarate cerca di ricambiare la fiducia dell’allenatore e si fa sempre più intraprendente fino a trovare il gol del 4-2 con un bellissimo tiro a giro. Sembra finita e invece è la volta di Julio Cesar. Palacio viene lanciato in profondità da Belluschi e il portierone interista non può fare altro che atterrarlo. Rigore ed espulsione. E’ l’80’ e siamo sul 4-3. Passano quattro minuti ed è Belluschi questa volta ad atterrare Guarin in area, bravo a crearsi spazio per il tiro a porta. Rigore ed espulsione del centrocampista genoano. Milito va sul dischetto e realizza la sua tripletta personale (17 in totale in campionato). Finita?! Non ancora. Il tempo regolamentare non è ancora scaduto quando Lucio, in area, scambia la tibia di Sculli per il pallone e Valeri fischia il terzo rigore per i rosso-blu. Gol di Gilardino. I tre minuti di recupero risultano ininfluenti, le squadre ormai sono allo stremo e finalmente l’arbitro fischia la fine. L’Inter si prende i tre punti, giocando una buona partita e l’esordio di Stramaccioni fa ben sperare per il prosieguo del campionato.

La prova di alcuni giocatori è stata sicuramente di alto profilo, Milito, Cambiasso, Zanetti sono stati un pò la spina dorsale di questo nuovo schema di gioco, in barba all’età e alle critiche. Lucio e Samuel sono stati quasi impeccabili. Poli è sempre più determinante. Guarin ha fatto subito vedere qualche numero e le premesse ci sono tutte per poter dire che sarà un’arma in più per questo finale di campionato. Zarate potrebbe fare grandi cose, il gol di oggi dimostra che le qualità ci sono: forse con un’iniezione di fiducia e la mente più lucida potrà chiudere bene la stagione. Forlan ha giocato ancora una volta in un ruolo che ormai tutti sappiamo non piacergli, ha fatto grandi sforzi atletici ed è apparso ancora in debito di ossigeno, tant’è che sotto porta non è mai stato lucido o incisivo. La speranza è che si sblocchi con qualche gol. In generale sembrerebbe che si sia creata una buona sintonia tra il nuovo allenatore e i giocatori, specie quelli più rappresentativi.

Se fossimo all’inizio del campionato ci sarebbero tutte le premesse per sperare in un’annata positiva. Purtroppo siamo alla fine e dunque non resta che sperare in un finale di campionato che faccia da trampolino di lancio per l’anno a venire. Stramaccioni sembra avere grande personalità e le idee chiare. L’augurio è che riesca a dimostrare di essere in gamba con i risultati e che magari questo sia solo l’inizio di una nuova esaltante avventura nerazzurra destinata a durare a lungo. Forza ragazzi!

 

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