Crotone-Inter 2-1

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Come abbiamo cominciato, così pare finiremo. Annaspando tra la frustrazione e la rabbia, tocca di nuovo prendere atto di tutta una serie di cose già dette, purtroppo, consapevoli che a conti fatti si era già al capolinea da tempo. Una squadra che squadra non è, giocatori svogliati, noncuranti della passione dei tifosi e della storia della squadra, privi di qualsivoglia sentimento o passione verso la maglia che indossano e lo sport che praticano. Nemmeno la vergogna sembra essere un qualcosa di conosciuto ai più. Il Crotone ha meritatamente vinto facendo la gara che ci si poteva attendere, dando il tutto per tutto a prescindere dalla posizione in classifica, per i tifosi e per l’orgoglio. Hanno lottato su tutti i palloni, si sono ben coperti, sono andati a mille all’ora nel primo tempo e si sono difesi con ordine e senza tanto affanno quando gli ospiti hanno fatto lo sforzo di provare a tirare in porta, cosa mai accaduta nel primo tempo. I calabresi non sono diventati però il Real Madrid o il Bayern Monaco, è l’Inter che è scesa al di sotto del livello di una squadra di promozione e si è fatta sbeffeggiare in ogni modo. Contenti loro… i tifosi di certo non lo sono.

Nemmeno la vergogna sembra essere un qualcosa di conosciuto ai più.

Il primo tempo Pioli ha buttato nella mischia Medel, Murillo, Kondogbia e Banega, un piccolo giro di valzer per sostituire l’infortunato Gagliardini e ha lasciato in panchina Brozovic, dopo la “splendida” prestazione contro la Samp. I nerazzurri nel primo tempo non toccano palla, praticamente. Vengono investiti dalla furia dei rossoblu, depressi e annientati da Falcinelli e co. Non si conta un solo tiro a porta. Il due a zero con cui le squadre vanno a riposo poteva essere molto di più e nessuno avrebbe potuto recriminare alcunchè. Nella ripresa entrano Eder, Palacio, Superman e Hulk, ma la musica non cambia. Un tentativo di riprendere la partita viene pure fatto, ma ad andare in gol, il gol della bandiera, è D’Ambrosio, nonostante la presenza in campo di Perisic, Candreva, Eder, Palacio, Icardi, Banega, etc. etc. Quindici attaccanti in campo e segna il terzino. Cose che capitano. Dopo, il nulla. I nerazzurri non ne azzeccano una, fanno una fatica incredibile ad azzeccare tre passaggi di fila, insomma sembra essere tornati ai tempi di De Boer e questo fa urlare di nuovo i tifosi che chiedono la testa di Pioli. Non esente da colpe, come l’olandese, il mister non può però oggettivamente dare coraggio, pudore, intelligenza agli ectoplasmi che vagano in mezzo al campo. Sono loro che vanno a farfalle invece di giocare a calcio.

Ad aumentare lo sconforto ci si mette anche il fatto che nella giornata della dèbacle nerazzurra, il Milan vince, l’Atalanta pareggia e la Lazio perde. Noi non ne approfittiamo, l’Europa League è roba per squadrette; noi giochiamo solo per… per… noi giochiamo?!?

Battute a parte, si fa per sdrammatizzare, la situazione è nera. Siamo tornati indietro di mesi come gioco, approccio mentale, chi più ne ha più ne metta. Non si parla più di Champions, non si capisce quanto interessi realmente l’Europa League, ai giocatori poco evidentemente, non si riesce a immaginare finale peggiore per un campionato pessimo. Eppure eravamo arrivati a un passo dal terzo posto. La delusione delle sconfitte nelle ultime gare, figlie però di prove infelici e sfortunate, determinate dalle prestazioni negative di molti giocatori, non può giustificare quello che si è visto a Crotone. Tifosi mortificati e delusi, giocatori senz’anima forse già con la testa a un mercato che alla fine non è nemmeno detto li riconoscerà per i campioni che credono di essere.

Le prestazioni individuali sono la causa diretta di una prova mediocre generale. Se si pensa che Icardi, il capitano, non ha fatto un tiro a porta e non risulti pervenuto in campo, commentare il resto della squadra diventa accanimento terapeutico. Gli unici a salvarsi in un mare di insufficienza sono stati Miranda e D’Ambrosio che a stento sono emersi dal pantano generale e che in qualche modo hanno evitato una conclusione ancora più amara e mortificante, almeno per i tifosi.

Inutile a questo punto aggiungere altro. Il campionato sta finendo, resistete….!

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