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EDITORIALE – Marelli non ti angustiare, non ne becchi una ma prima o poi andrà meglio anche per te

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Si avvicina il derby d’Italia, certamente non decisivo per il campionato, ma sicuramente importante, anche in considerazione della rivalità tra le due contendenti. Come consuetudine, ormai siamo abituati, è partito da diverse settimane il lavoro ai fianchi sulla squadra nerazzurra. Lo portano avanti non gli avversari, ma buona parte delle testate giornalistiche ed alcuni pseudo-opinionisti, con addosso le casacche di squadre che ben conosciamo. L’Inter è inattaccabile sotto il profilo del gioco, della correttezza in campo, della qualità dei giocatori. Bisogna perciò trovare l’argomento giusto che appassioni e riesca ad aizzare il pubblico. Ci hanno provato con i debiti di Suning, ma la storia è complessa e non attacca. Allora hanno fatto ricorso ad un argomento che in Italia non teme confronti: gli arbitri e le relative moviole commentate da ex direttori di gara.

Il personaggio del momento è Luca Marelli, che in tempo reale analizza su DAZN l’operato dei suoi ex colleghi. Mediocre direttore di gara che ha lasciato poche tracce del suo operato sui campi di calcio, si diletta ora a spiegare al pubblico televisivo le decisioni prese sul campo e a Lissone, dalla pletora di addetti ai lavori. Premesso che il suo è un lavoraccio, va però sottolineato che lo pagano e siccome se lo è scelto lui, deve anche accettare le conseguenze prodotte dalle sue discutibili interpretazioni.

Per carità di patria, sorvolo sulle emerite cavolate dei mesi scorsi. Ce ne sarebbero a decine, concentrandomi sull’ultimo periodo che in fondo è quello che ci interessa di più. Probabilmente in balia anche lui di un’ondata anti-nerazzurra, partita da diversi mesi, che mira a far passare la nostra squadra come la madre di tutte le disgrazie del calcio nostrano, il Sig. Marelli non fa altro che schierarsi dalla parte più numerosa dei tifosi italiani. Mi spiego meglio. 

La piattaforma DAZN ha motivo di esistere solo perché ci sono degli abbonati che pagano il canone per vedere le partite. La stragrande maggioranza sono i fans di Juventus, Inter e Milan, che da soli sottoscrivono quasi i tre quarti degli abbonamenti. In virtù di ciò se devi dar contro ad una sola squadra, l’Inter è la vittima perfetta. La Juventus e tutti i suoi abbonati non li puoi deludere, se non vuoi rischiare il fallimento completo. Il Milan ha comunque Mediaset che ha sempre più di un occhio di riguardo per i colori rossoneri, le altre obiettivamente contano poco. Roma, Lazio, Fiorentina e Napoli insieme valgono meno di Inter o Milan. Dunque, addosso ai nerazzurri senza pietà!

Ecco allora la gomitata di Bastoni nella gara col Verona. Non c’è stata, ma a forza di parlarne e di far vedere dei fermo immagine studiati ad arte, qualcuno finisce anche per convincersi che ti abbiano aiutato. Se ben ricordate è stato proprio il caro Marelli il primo a parlare di gomitata, e visto che per qualcuno (ad esempio Pardo) sembra che quello che dice questo individuo sia Cassazione, tutti dietro a ripetere come pappagalli. Contro la Fiorentina, secondo il nostro, la rete di Lautaro è sicuramente da annullare perché si libera fallosamente di Parisi. Ma che scherziamo! Un fallaccio da galera, lo hanno visto tutti!! Non parliamo poi dell’abbraccio di Bastoni e Ranieri è solo il nerazzurro che si da da fare, l’altro inerme, braccia conserte, quasi ai limiti dello svenimento. Questo è rigore tutta la vita! Come si fa a non concederlo!

Ma il piatto forte della serata è stato il fallo da rigore fischiato a Sommer, nell’uscita di pugno su Nzola. Talmente avvelenato per le situazioni precedenti, anche se le immagini erano chiare e continuavano a mostrare che il portiere prima colpiva la palla e poi la testa dell’avversario, Marelli continuava a parlare di una cosa che vedeva solo lui. Sommer colpisce chiaramente al volto l’attaccante della Fiorentina. Riuscendo a percepire cose che, né l’occhio della telecamera, né tanto meno quello umano riuscivano a decodificare. Sbollita l’adrenalina della gara, l’ex arbitro nelle ore successive ha ritrattato quasi per intero i verdetti iniziali. Da un punto di vista deontologico ci può stare e va bene, però il circo mediatico delle accuse ridicole e dei complotti era già partito a tutta velocità. Quel treno in corsa ora chi lo ferma?

Ci permettiamo di dare un piccolo suggerimento, visto che a caldo i commenti sulle azioni sono spesso errati, sbollite la tensione e lavorate con calma. Magari parlare con maggiore pacatezza e miglior cognizione di causa a fine primo tempo e a fine gara potrebbe aiutare. Oppure vogliamo andare avanti con questo stillicidio continuo?

Tutto ciò comunque per confermare che, a parer mio, la malafede non esiste. Esistono però le linee editoriali delle testate giornalistiche, pertanto nessuno mi toglierà mai dalla testa che lo scopo è solo uno: non provocare le ire della maggioranza degli abbonati. Il prodotto della pay-tv, volenti o nolenti, non è destinato all’italiano medio appassionato di calcio, o alla signora di Voghera che dir si voglia, ma è cibo con contorno di polemiche, destinato al tifoso che, siccome paga, vorrebbe sempre veder primeggiare i suoi colori preferiti. Siccome quasi la metà degli abbonati di DAZN vede e ragiona in bianco e nero, non è difficile capire da che parte è schierata la piattaforma televisiva con i suoi dipendenti. Detto ciò…IoTifoInter sempre e comunque! Ancor di più domenica prossima. Amala!!

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Published by
Giuliano Santucci