Inter-Bologna 2-2


Icardi non riesce ad andare oltre il pari col Bologna. Che noia. Ormai è la noia a prevalere sulla rabbia e sulla frustrazione. La noia di vedere una squadra che potrebbe fare, ma non fa; che potrebbe vincere, ma pareggia o perde; che potrebbe giocare bene, ma gioca male; che poteva essere molto più avanti in classifica e invece lotta per non perdere un oramai prezioso quinto posto. C’è chi pensa che la colpa sia della sfortuna e chi dell’allenatore e forse è un pò colpa di entrambi, ma in campo ci vanno i giocatori. Quelli che sbagliano i passaggi, quelli che giocano coi lanci lunghi invece di mettere palla a terra, quelli che scivolano, quelli che sbagliano i rigori dopo un anno che non se ne vedeva uno. La situazione insomma non è delle più allegre e in una stagione certamente non indimenticabile, resta solo da sperare che si riesca a tornare a vincere per poi tirare le somme alla fine.

L’Inter contro il Bologna cerca di giocare all’attacco, ma sbaglia tantissimo. Sbagliati i passaggi, sbagliata la mentalità. Gli errori tecnici si susseguono e solo i limiti dell’avversario non mettono in evidenza in modo lampante la evidentemente scarsa tensione agonistica dei giocatori interisti. Va detto, tra l’altro, che ogni volta che i rossoblu si affacciano nell’area di rigore nerazzurra, risultano fin troppo pericolosi. Il rischio che possano segnare con troppa facilità è palpabile e infatti, nonostante il doppio svantaggio, uno per tempo, non si perdono d’animo e riescono a recuperare due volte su due.

Icardi porta la squadra in vantaggio due volte, con due splendidi gol, ma più di questo non può fare. Handanovic salva il risultato in più di un’occasione, specie all’ultimo minuto. Milito, subentrato a Cambiasso, si prende la responsabilità di tirare il tanto agognato rigore, ma tira malissimo e se poi vogliamo parlare di sfortuna… Hernanes va a intermittenza, mentre Nagatomo è meglio in fase d’attacco che in fase difensiva. Alvarez e D’Ambrosio giocano nettamente al di sotto delle loro possibilità, mentre Kovacic fa la differenza quando entra al posto di D’Ambrosio, ma non tira mai. Juan Jesus si infortuna nel primo tempo, rilevato da Samuel, mentre Ranocchia regge quasi da solo il reparto difensivo. Rolando gioca una buona partita, ma scivola nel momento peggiore e favorisce il secondo gol. E’ insomma una prestazione generale ancora una volta al di sotto delle potenzialità, insufficente e brutta a vedersi per buona parte della partita e, soprattutto, vale il secondo punto in tre partite in casa, il che è tutto dire.

Mazzarri in panchina è indiavolato, le sue scelte sono discutibili, vedi Alvarez per Kovacic dal primo minuto, ma alla fine tra gol sbagliati ed errori difensivi grossolani, non può che appellarsi alla sfortuna per evitare ulteriori mazzate al morale della truppa. Le prossime gare saranno tremende, contro avversari sicuramente più organizzati di Livorno e Bologna, quindi o i ragazzi in campo ci mettono l’anima e la testa oppure andremo incontro ad altre delusioni anche più cocenti. C’è molto da lavorare, ma c’è anche da prendere atto dei limiti, caratteriali prima che tecnici, di molti giocatori.

Un bentornato a Bruno Arena, finalmente di nuovo sugli spalti di S. Siro e un grandissimo arrivederci e in bocca al lupo a Chivu che saluta i tifosi prima della gara, dopo anni di vittorie e di successi. Un altro campione che salutandoci, riporta ancora una volta alla mente i bei tempi che furono. Era solo tre anni fa o poco più, ma oggi sembra un secolo fa…

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