Coppa Italia – Inter-Cagliari 3-0


Bella, cinica, solida, vincente. L’Inter di coppa, nonostante i soliti stravolgimenti tattici e di uomini a cui Mancini ci ha abituato, mostra un anima e un immutata forza che dimostrano la coesione del gruppo e la convinzione dei propri mezzi. Il mister ha saputo infondere fiducia, sta facendo crescere gli uomini e i risultati si vedono sul campo. Contro i sardi, per nulla arrendevoli o rinunciatari, i nerazzurri sfoderano l’ennesima prestazione di carattere e pur rischiando qualcosa in più del solito, agguantano con merito una vittoria importante e danno un’ulteriore conferma delle proprie potenzialità.

Mancini schiera Carrizo tra i pali, Juan Jesus, D’Ambrosio e Nagatomo a tre in difesa, Montoya, Biabiany, Kondogbia e Brozovic a centrocampo e una coppia inedita, ma già affiatata in attacco, Palacio e il giovane Manaj. Il primo quarto d’ora è di studio e gli ospiti si rendono pericolosi, ma al 24′ Palacio non si lascia pregare e insacca a porta vuota il gol del vantaggio. E’ una bella gara, non mancano gli scontri in mezzo al campo, ma l’Inter prende la partita in mano e gestisce la fine della prima parte di gara. Nel secondo tempo i rossoblu colpiscono un palo, ma prima Brozovic, con un gol fotocopia di quello fatto a Udine e poi Perisic, dopo un palo ancora di Brozo, chiudono i conti. Si rivedono in campo Gnoukouri e Dodò ed entrambi rispondono presente con una prestazione di livello.

Carrizo si rivela ancora una volta portiere affidabile e salva in un paio di occasioni la porta, D’Ambrosio si riscopre buon centrale difensivo. Nagatomo un pò anarchico nel suo ruolo atipico, ma questa volta lucido e presente. Montoya si conferma e riapre le giostre per un posto tra gli undici di partenza. Medel un leone: con la testa sanguinante continua a correre e a placcare avversari finchè Mancini non gli da lo stop. Brozovic, Biabiany e Palacio semplicemente perfetti: al francese manca solo il gol. Manaj sfortunato, ci prova tante, troppe volte, ma non gli riesce mai la zampata vincente. Kondogbia parte un po’ timido, ma alla lunga esce alla grande, un crescendo che lo porta ad essere uno dei migliori in campo. La squadra è tutta da encomiare per costanza, dedizione e lo sforzo profuso per tutti i novanta minuti ad attaccare, pressare e non far respirare gli avversari. Il rischio è di ripetersi, ma la cosa più bella di questa serata è la conferma che questa squadra ha un’anima, è un gruppo e di fronte a questa compattezza di intenti, nessun traguardo diventa impossibile. Ai quarti incontreremo la vincente tra Napoli e Verona: si profila una rivincita?! Vedremo, intanto ci godiamo il passaggio del turno e tanti #epicBrozo a tutti!

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