Radja Nainggolan è stato l’unico centrocampista rimasto ad Appiano Gentile durante questa tornata delle Nazionale. Assieme a lui anche Stefano Sensi, ma per l’ex Sassuolo è un altro discorso. Il belga ha avuto quindi due settimane di tempo (in cui è stata giocata anche un’amichevole contro il Monza) per provare a convincere Antonio Conte a concedergli almeno una chance dal primo minuto nella sfida di domenica pomeriggio contro il Torino.

D’altronde, quale occasione migliore per sfruttare le sue doti e, al contempo, preservare quelle dei rientranti dalle Nazionali? Soprattutto perché, dopo tre giorni, arriva il Real Madrid. Mica una squadra qualunque, e le contingenze (leggasi, ultimo posto del girone) vorrebbero che la si affrontasse con una squadra al top della forma.

Ebbene, a oggi le probabili formazioni vedono parecchi ballottaggi, ma neanche uno riguarda l’ex Roma. Conte non è di certo uno sprovveduto e se non lo reputa in forma fa anche bene a non schierarlo. Però poi non si deve lamentare se la squadra arriva con l’acqua alla gola.

L’impressione è che quella del Ninja sia diventata una questione di principio. É vero che gli anni d’oro sono oramai alle spalle, però fa specie che Nainggolan non possa partire titolare contro un Torino reduce da una partenza a singhiozzo. Anche l’anno scorso a Cagliari ha dimostrato di saper spaccare le partite con le sue giocate, riuscendo a fare male pure ai granata.

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