“La prestazione di Eriksen? Ho sempre detto che dobbiamo sfruttare tutto il potenziale che abbiamo. Christian è un ragazzo positivo, si impegna tanto. Abbiamo avuto l’opportunità di allenarci per una settimana e ho voluto provarlo in quel ruolo. Non siamo coperti con un vice Brozovic che possa essere un regista ed ho pensato a lui. Spero che dopo questa partita possa credere più in sé stesso”. Così Antonio Conte al termine di Fiorentina – Inter.

Perchè l’uomo del giorno è lui, Christian Eriksen, e la sua prima volta da regista arretrato.
La naturale eleganza e pulizia nelle giocate di Eriksen- scrive calcionews24.com – si è vista anche al Franchi. Salvo qualche porzione di gara, è stato spesso presente nella cucitura della manovra nerazzurra, in particolare sul corto. Ed è ugualmente piaciuta l’iniziativa palla al piede e la conclusione in occasione del rigore conquistato poi da Sanchez.
Indubbiamente la sua capacità di verticalizzare avrebbe potuto essere sfruttata meglio. Ma non sempre i movimenti offensivi ne hanno assecondato l’attitudine. Insomma, nel complesso chi si attendeva una vera illuminazione sarà rimasto un pochino deluso. Un pizzico di personalità in più nelle scelte sarebbe stata gradita. Va detto comunque che la mancanza di fiducia è un fardello complicato dal quale liberarsi.
Anche perché non sono piaciuti alcuni passaggi a vuoto del danese. Due o tre giocate semplici sbagliate, potenzialmente pericolose. Nella zona nevralgica del campo nessuno se le può permettere. Si può lavorare e molto, invece, sui tempi del pressing e nelle letture difensive, un tema estremamente caro a Conte.
I 120 minuti in campo comunque testimoniano una prestazione nel complesso sufficiente. L’Inter non avrà probabilmente trovato un nuovo titolare, ma la sensazione, quella sì, di avere ancora in casa un giocatore. Un elemento che potrà rivelarsi utile nella posizione di play basso. Un regista non da ritmi alti e aggressività, quanto piuttosto da gestione e pulizia”.

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