“Fermi tutti, interrompete ogni contatto, Bc Partners non è la soluzione giusta per l’Inter. È entrato in scena direttamente Steven Zhang, da Nanchino”.
Apre così l’articolo de La Gazzetta dello Sport sulla querelle tra Suning e Bc Partners.
Il motivo del contendere è finanziario: Suning valuta l’Inter non meno di 950 mln di euro (debiti compresi) mentre il fondo inglese non si spinge oltre i 750 mln.
“Bc Partners aveva chiesto all’Inter una proroga di qualche giorno sull’esclusiva scaduta venerdì scorso. Ma Zhang ha rifiutato. L’ha fatto con fermezza, infastidito – lui come i dirigenti italiani – dalle troppi voci intorno alla trattativa, pubblicità certamente poco gradita”.
La rosea spiega: “Sull’Inter è vivo l’interesse di altri fondi, che viaggiano in maniera autonoma ma che strada facendo potrebbero unirsi, formando un consorzio sulla falsariga di quanto successo in Lega con i diritti tv. Ogni soluzione è aperta, ma la via su cui lavora Suning è quella di un partner con cui viaggiare nel prossimo futuro”.
In prima fila, ora, ci sarebbe il fondo americano Ares ma pure Eqt (svedesi) e Arctos (americani) sono interessati. L’ultimo nome è quello di Fortress, che viaggerebbe in compagnia con il fondo Mubadala.
Ancora la Gazzetta sui tempi: “Nessuno degli attori in gioco pensa che si possa andare oltre il mese di febbraio per una soluzione, salvo poi aggiungere gli eventuali tempi tecnici. Anche perché l’Inter, nel giro di 90 giorni al massimo, deve poter capire come programmare la prossima stagione”.
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