Barella: “Recuperare un pallone per me è sempre stato come fare un gol”


Il protagonista del Matchday Programme di Inter-Atalanta è Nicolò Barella: “Ho cominciato a giocare a calcio a tre anni e mezzo, ai tempi si iniziava verso i cinque, sei anni e i miei genitori mi hanno sempre raccontato un aneddoto che riguarda l’inizio di tutto. Anche se ero molto piccolo, visto che il campo di calcio era di terra battuta, gli allenatori dell’epoca avevano detto alla mia famiglia di portarmi, che sarei rimasto a giocare con i mucchietti di sabbia e invece… Ero sempre lì con gli occhi fissi sull’allenatore, attento ad ascoltare tutto quello che diceva. È una cosa che racconterò ai miei figli per far capire loro che la passione è la prima cosa e che bisogna sempre impegnarsi, stare sul pezzo e concentrati per andare dritti verso i propri obiettivi”.

Le parole di Barella

“Recuperare un pallone per me è sempre stato come fare un gol, mi ha sempre stimolato, un po’ come dare una bella palla e vedere un mio compagno andare in porta. L’esperienza e giocare partite importanti mi ha aiutato a crescere e a vivere tutto con più tranquillità rispetto al passato. Per me la squadra è la cosa più importante ed è quella che spinge tutti noi a dare il meglio, come il voler ricambiare l’affetto dei tifosi e rendere orgogliosa la mia famiglia”.

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