Amici nerazzurri, volevo esprimere la mia opinione sul “polverone” post Juventus – Fiorentina che ha creato scandalo tra i tifosi delle due squadre e non. Dopo aver ascoltato le parole del presidente viola Rocco Commisso, del dirigente bianconero Nedved e vari commenti sia a caldo che a freddo degli esponenti giornalistici più influenti d’Italia, sono in grado di esprimere in maniera più chiara possibile la mia opinione.

Inizio dicendo che definire il campionato italiano falsato è una esagerazione ma definirlo condizionato è una triste verità. Dopo gli scandali del 2006 con Calciopoli ecc. abbiamo visto cosa si può nascondere dietro a delle semplici partite ma non è assolutamente questo il caso.
Le parole forti e ricche di disprezzo di Commisso, secondo me legittime per quanto si è visto in campo, sono frutto di imperizia calcistica italiana per il presidente viola. L’imprenditore Italo-americano non sa che in Italia si deve dire ciò che piace sentir dire e non la verità, sopratutto se riguarda i “potenti”. Se questi “potenti” sono i dirigenti della Juventus, dell’Inter del Milan o gli arbitri, perché no, non sono io a doverlo dire ma, è inutile nasconderlo, dei “potenti” ci sono. Per quanto riguarda le parole cariche di superbia e vittimismo da parte del dirigente ed ex giocatore bianconero Nedved, non sono da me condivise. Tralasciando la mia fede calcistica, però sentir parlare di alibi, di scuse o di “parole che fanno male al calcio” da un esponente della squadra più forte d’Italia mi sembra una caduta di stile.

Capisco che in televisione non si può parlare di rigore inventato ma si parla di rigore dubbio o “che si poteva anche non dare”.

Sopratutto se è lui stesso il primo a parlare di arbitri quando subisce torti arbitrali, o ad attaccare le rivali per scudetti di “cartone” e quando il suo presidente ha alzato i prezzi dei biglietti, lui non ha parlato di “male del calcio” ma lo ha definito business. Purtroppo, e lo continuerò a dire, c’è modo e modo di vincere.

Vorrei soffermarmi anche sugli errori arbitrali. Capisco che in televisione non si può parlare di rigore inventato ma si parla di rigore dubbio o “che si poteva anche non dare”. Purtroppo la sudditanza verso i “potenti” c’è e ci sarà sempre.
Detto ciò, gli errori ci sono e caratterizzano la maggior parte delle squadre di serie A. Ieri in Milan – Verona, agli ospiti è stato negato un rigore e Theo Hernandez è stato graziato da un cartellino rosso, cosa che non è successa ad Amrabat. Si può parlare anche del rigore non dato all’Atalanta per fallo di Lautaro su Toloi ma c’è ne sarebbero tanti altri. Quindi io scarto l’idea del campionato “falsato” ma parlo di condizionamenti.

Sappiamo tutti, che se vogliamo mettere in una scala gerarchica del potere le squadre del campionato, in testa e senza pari c’è ne sarebbe solo una, ma non faccio il nome. Per concludere quindi, dico che bisogna stare attenti a parlare di scuse o alibi. Perché è facile parlare dall’alto verso il basso ma il difficile è parlare dal basso verso l’alto. Perché c’è chi parla di “pattumiera al posto del cuore” e poi c’è chi viene accusato di essere vittima e piagnone quando, dopo 3 partite in cui l’arbitraggio è stato scorretto, prova a difendere la propria squadra senza però mai accusare nessuno. Questa è la mia opinione, condivisibile o no.

Le cose non so se cambieranno, ma finisco con una frase del comico napoletano Totó che c’entra ben poco con il calcio ma che può spiegare tante cose : Signori si nasce…..e io per fortuna lo nacqui.
AMALA!!!