Inter-Lazio 2-1 [Gennaio 2012]


E’ andata. Un altro passo in avanti (e che passo).  Alla fine del girone di andata è d’obbligo fare un primo breve riassunto: siamo a -6 dalla prima in classifica (-3 dalla zona Champions), qualificati ai quarti di Coppa Italia e agli ottavi di Champions League (primi del girone). A guardarsi indietro, a meno di due mesi fa, chi l’avrebbe detto. Ad oggi non si può certo dire che sia un momento negativo della squadra. Certo la partita di stasera non è stata bellissima e la prestazione in generale (individuale e di gruppo) non ha fatto una grande impressione. In molti sono apparsi stanchi e poco lucidi e ne ha risentito il gioco. Un gioco spezzettato sotto il profilo dell’impegno e della continuità che non è risultato piacevole da vedere e che di sicuro ha teso i nervi di molti tifosi che fino alla fine avranno temuto un recupero in extremis della Lazio. Fortunatamente questo recupero non c’è stato e con il minimo impegno si è ottenuto il massimo risultato. E’ chiaro che ha gioco facile, di fronte a una prestazione poco convincente, chi si vuole aggrappare ai singoli episodi per contestare il risultato finale, ma non per questo ha ragione. Diciamolo subito: il fallo, anzi, il presunto fallo di mano di Lucio è una conseguenza di un fallo subito dal giocatore interista e come tale è inesistente e quindi quanto meno fuorviante invocare un rigore; il fuorigioco di Pazzini tecnicamente ci può anche stare (in effetti alcuni tacchetti della scarpetta e la punta dei lacci risultano al di là della linea dei difensori), ma fa sorridere che ci si appelli a un errore dell’arbitro e/o dei suoi collaboratori così poco evidente da non essere notato nemmeno durante la moviola passata durante la diretta…c’è voluto l’indagatore dell’incubo (degli arbitri) per scovare i tacchetti in fuorigioco. Ad ogni modo non è che interessi molto in fin dei conti, lo si dice per dovere di cronaca. Veniamo alla partita.

Nel primo tempo Ranieri schiera la formazione classica degli ultimi tempi con Chivu in difesa e Alvarez a fare il quarto di centrocampo. La partita non decolla e la Lazio ci prova, facendo tremare tutti quando un errore di Lucio permette a Rocchi di andare al tiro: lentamente (molto lentamente per i cuori nerazzurri) la palla si stampa sul palo. Ci prova Alvarez, ci prova Pazzini (fermato più volte in fuorigioco), alla fine l’occasione giusta capita sui piedi di Rocchi ancora una volta e l’attaccante laziale questa volta non sbaglia. 1-0 e si riparte. La squadra nerazzurra cerca di ingranare la marcia, ma non è lucida e il gioco è abbastanza sterile. Una bella azione mette Nagatomo di fronte a Marchetti, ma il portiere riesce ad anticiparlo. A un minuto dal termine una bella combinazione tra Alvarez e Milito porta il principe al tiro e c’è il pareggio, un gran bel gol con alto coefficiente di difficoltà. Il principe non sbaglia e con il pareggio in tasca le squadre vanno al riposo.

Nel secondo tempo Ranieri cerca di scuotere la squadra e lancia un segnale chiaro: vuole vincere. Dentro Obi e Sneijder, fuori Chivu e Alvarez. L’olandese gioca bene e cerca di riallacciare centrocampo e attacco che fino a quel momento non avevano interagito in modo soddisfacente (purtroppo in realtà quasi per niente) e suoi sono i tentativi più pericolosi per la porta laziale. Al 18′ c’è il raddoppio nerazzurro. Pazzini approfitta di un errore della difesa laziale che si fa trovare scoperta su di un rilancio corto e con uno splendido pallonetto beffa Marchetti. Da questo momento sarà un batti e ribatti a centrocampo, la Lazio avrà almeno due chiare occasioni da gol per pareggiare, ma non riuscirà a capitalizzare. L’Inter cercando di chiudere il match farà qualche sprazzo di buon gioco e poco altro. Alla fine il risultato non cambia. 3 punti pesanti per l’Inter (tant’è che Reja fa fatica a digerire la cosa) e (al di là delle contestazioni avversarie e di un gioco poco esaltante che si spera sia solo un fatto episodico) un girone d’andata chiuso con onore, nonostante la falsa partenza.

Per chiudere, un benvenuto a Juan Jesus, nuovo acquisto, fortemente voluto che, probabilmente, andrà in prestito al Novara, ma da oggi ufficialmente nerazzurro.

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