Inter-Bologna 0-3


Quello che conta...

Rabbia. Delusione. Frustrazione. Incredulità. L’ennesima sconfitta, in casa, con una squadra che lotta per la salvezza (con tutto il rispetto per il Bologna), porta queste sensazioni. Cosa sta succedendo? Di chi è la colpa? C’è qualcosa dietro a quello spettacolo indecoroso cui i tifosi nerazzurri sono costretti ad assistere? La sconfitta con il Bologna è venuta fuori anche grazie a due episodi sfortunati, entrambi però frutto di errori difensivi gravi, collettivi e individuali. Con due gol da rimontare, una squadra malata che vorrebbe apparire sana, a quel punto è difficile che riesca ad andare oltre una prestazione che porti ad una sconfitta onorevole. Non è successo neanche questo. E’ evidente che ci sono grossi problemi e che questo campionato finirà bene se non accadranno cose eclatanti, in negativo, ma è altrettanto evidente che la squadra al momento non c’è più. E’ come una persona che dopo essersi slogato una caviglia cerca, invano, di continuare a camminare, non dico a correre, in modo normale, ma senza riuscirvi. E’ sotto gli occhi di tutti che chiunque, al primo tentativo, può fare con una certa facilità gol alla squadra. E’ sotto gli occhi di tutti che alcuni giocatori, specie i cosiddetti senatori, avrebbero bisogno quanto meno di riposare in panchina, dando spazio a coloro che, almeno all’apparenza, un domani dovranno essere le basi su cui costruire una nuova Inter.

Si fa un gran parlare adesso dell’eventuale o necessario esonero di Ranieri. Possibile che tutti gli allenatori che altrove, in modo diverso, hanno fatto bene, arrivino all’Inter e diventino incapaci di intendere e di volere?!? Non è forse più probabile che da Benitez in poi nessun allenatore ha ricevuto dalla società i giocatori giusti durante il mercato e poi il supporto necessario a gestire un gruppo di campioni, inorgogliti dai risultati ottenuti e forse un tantino rimbambiti dai loro successi?! Sarà che le campagne acquisti e cessioni degli ultimi due anni sono state sostanzialmente nulle, per non dire fallimentari, ma soprattutto, insensate?! Le colpe vanno suddivise tra tutti i soggetti interessati.

L’allenatore attuale ha forse, nel non avere il coraggio di mettere in panchina giocatori dal nome importante, ma dal rendimento ad oggi imbarazzante, il torto più grande. Gli schemi e le tattiche sono conseguenza del tipo di giocatori a disposizione. Inserire un centrocampista e non un secondo attaccante mentre si perde, è un segno più di resa e di impotenza rispetto ai propri mezzi che di scarse conoscenze o capacità tecniche. Gli errori ci sono, ma ribadisco, il più grande è quello di non puntare in un momento di imbarazzanti difficoltà su giocatori giovani o appena arrivati o che da tempo ambiscono a una riscossa. Di sicuro l’esperienza conta, ma nel calcio moderno conta anche la capacità di rendere atleticamente. Il giusto mix fa la differenza.

I giocatori sono tutti colpevoli. I senatori per un rendimento che non rende onore al loro recente passato, nè al nome che si sono fatti. In campo non trasmettono voglia di vincere, rabbia agonistica (che non significa tirare calci a centrocampo), attaccamento alla maglia. Magari è un’impressione, sbagliata nella sostanza, ma così vera nel guardarli giocare…. Ai più giovani non viene dato modo di esprimersi nel giusto modo, quando lo si fa cadono in errori e distrazioni che fanno dubitare del loro valore, ma è lì che c’è bisogno di una squadra attorno (che non c’è). Le ultime sconfitte fanno male ai tifosi, ma non per i risultati eclatanti o per i tre punti persi (anche…), ma soprattutto per come sono arrivate. Per le prestazioni nulle o inguardabili, per il cedimento strutturale, per la totale assenza di ogni più banale forma di agonismo. Poco importa che a parziale giustificazione, queste sconfitte siano anche il frutto di episodi sfortunati, di errori arbitrali o quant’altro. E’ mancato l’impegno, la voglia di onorare la maglia. E non si capisce perchè… Fa male vedere Julio Cesar piangere accasciato al palo, Oriali mortificato e avvilito in televisione, l’allenatore costretto a chiedere scusa ai tifosi per la prestazione resa… La speranza è che si riprendano, che qualcuno reagisca, per rispetto ai tifosi, al blasone e a sè stessi. I tifosi fino al limite possibile hanno incitato la squadra nonostante tutto. Ci si aspetta la reazione.

La società ha fatto delle scelte. Non è chiaro se le fa fatte in base ad una programmazione o ai sentimenti di riconoscenza o al pressapochismo o agli interessi di singoli dirigenti. Fatto sta che ha indubbiamente preso una grossa svista. Più di una. E su tutte, quella di mandare via Oriali. Dopo di lui, il nulla. Giocatori comprati e inutilizzabili o subito dopo ceduti in prestito. Cessioni importanti, ma prive di senso logico (perchè cedere Eto’o e tenere uno Sneijder scontento, quando a Gasperini sarebbe servito magari che accadesse esattamente il contrario?!). Giovani presi e poi lasciati marcire in panchina perchè non adatti al gioco dell’allenatore. Allenatori presi senza garantirgli lo stesso sostegno e la stessa fiducia che fu garantita al nostro Josè e la stessa disponibilità a prendere i giocatori adatti ai loro schemi. Non c’è nostalgia di Mourino, almeno non nel senso di volerne a tutti i costi il ritorno. Manca la sua personalità, ma è inutile insistere a reclamarlo. Bisogna guardare avanti.  Un giorno magari accadrà, ma non ora e non domani. Il presidente lascia lo stadio prima che finisca la partita. Comprensibile, ma cos’è, una resa totale?! Dopo una sconfitta del genere è dura metterci la faccia, ma è lì che la società mostra la sua forza. E dov’era la società (dov’erano Branca e Ausilio??)?! Non certo davanti alle telecamere a difendere le proprie scelte (a questo punto bisogna pensare che siano considerate indifendibili in primis da loro stessi??).

Non c’è ingratitudine da parte dei tifosi, ma è l’urlo di chi ama in modo incondizionato e si sente tradito, sente di non poter fare nulla se non assistere a un disastro in atto e sostanzialmente incomprensibile. Le contestazioni ci sono e forse è anche il caso che ci siano, per scuotere l’ambiente. Che colpiscano tutti, a cominciare dalla società (dirigenti) fino ai giocatori (ad eccezione del Capitano, mai e poi mai discutibile!). Contestazioni che non vogliono “metterci il carico sopra” e che arrivano solo dopo l’ennesima  inguardabile prestazione e che torneranno a trasformarsi in incitamento. Perchè il cuore è per la squadra e i suoi colori.

Ancora una volta (spero l’ultima….) la descrizione della partita diventa quasi inutile… Il primo tempo è fino al 35′ di marca nerazzurra. Un paio di tentativi “rischiano” di far passare l’Inter in vantaggio. Il Bologna non supera il centrocampo. Poi c’è il primo errore difensivo collettivo. 80 secondi e c’è il secondo, questa volta individuale. Doppietta di Di Vaio e si va negli spogliatoi. Il secondo tempo inizia con una squadra che sbatte continuamente contro il muro rosso-blu, ma, merito anche del Bologna, nessuno riesce ad essere incisivo, non dico pericoloso…. Passano i minuti, Ranieri fa i suoi cambi, dentro Poli e Castaignos, fuori Forlan e Faraoni, ma la squadra non riesce a entrare nemmeno nell’area di rigore avversaria, sotto lo sguardo basito dei suoi tifosi e/o estimatori. Ci pensa Acquafresca, l’ex di turno, a infliggere il colpo finale, più mortificante che mortale. 3 a 0 e tutti a casa sotto i fischi e gli insulti dei pochi tifosi rimasti sullo stadio. Cancelliamo tutto e ricominciamo?!? C’è una sola certezza. Amarla sempre (ma che amarezza di questi tempi…).

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