Napoli-Inter 1-0


Inter

Commentare l’ennesima sconfitta consecutiva comincia a risultare seriamente difficile anche per il tentativo (vano) di trovare le parole adeguate. Non che non ve ne siano di aggettivi negativi accostabili alle prestazioni vergognose offerte dalla squadra, ma il problema è che per lo più sono già stati usati e poichè questo cosiddetto periodo nero non finisce più, ormai diventa complicato non essere ripetitivi anche perchè non c’è più molto da aggiungere alle cose già dette. La partita con il Napoli non poteva certo essere quella della riscossa e dispiace che qualcuno abbia potuto illudersi in merito. Perchè?!? Presto detto. La squadra non ha dato assolutamente segnali di ripresa, a prescindere da quello che Ranieri dice (per convinzione o per obbligo), nelle ultime partite. E’ a tutti gli effetti una squadra in crisi, senza schemi di gioco, senza testa pensante, senza energie psico-fisiche, senza convinzione e di certo non poteva competere con una squadra che è esattamente all’opposto in tutto e per tutto in questa fase del campionato come il Napoli. La partita di ieri ha messo anzi in evidenza, semmai qualcuno avesse ancora dubbi, che la situazione è veramente delicata. Per quante siano le colpe della società o dell’allenatore, sono i giocatori che scendono in campo ad essere in crisi e sono loro quelli che ora diventano sempre più responsabili della caduta libera a cui stiamo assistendo.

La cura cui parrebbe sottoposta la squadra dà qualche debole segnale di funzionamento nella fase difensiva (infatti perdiamo subendo meno gol…), pochissimo nella mediana del campo (finchè i grandi acquisti fatti nelle due napoleoniche campagne di mercato non saranno impiegati, preferendo continuare con gli spiriti dei campioni che furono, sarà dura vedere maggiore dinamicità a centrocampo) e poi…, poi viene il buio. Si potranno schierare tre punte, due con Sneijder dietro, una con Sneijder affianco o due prese a caso dal sacco, ma se non c’è un minimo di schema e si continua a giocare come si fa sui campetti di periferia in stile anni ottanta (recupera palla e buttala, non lanciala, avanti…) è ovvio che non si farà mai più un goal. Non c’è grinta, non c’è gioco. E’ chiaro che quest’anno non si vincerà nulla a meno che non succeda un qualche miracolo e sarà anche difficile restare in lotta per i posti nelle competizioni europee. E’ chiaro che si perderà ancora e che magari superare i 40 punti (leggasi quota salvezza) comincia ad essere una priorità per evitare almeno eventuali “sindromi sampdoriane”…., ma non lo si potrebbe fare cercando almeno di offrire uno spettacolo di dignità e professionalità, dovuto ai tifosi e obbligato per gli stessi giocatori che vanno in campo (con il loro grande blasone…)?! A Napoli, l’Inter è ancora una volta sembrata un’accozzaglia di gente dai piedi buoni che però gioca alla “come viene”. Si corre, ma non fino alla fine. Si inseguono gli avversari, ma senza convinzione. Si recupera palla, ma poi “cosa ci si fa con questo oggetto?”, lo si butta lontano, vedi mai che qualcuno la dovesse urtare e far finire nella porta avversaria…?!? Al di là della, purtroppo, facile ironia, di cui siamo noi, tifosi, vittime, oggetto di scherno per via delle imbarazzanti prestazioni prima che delle sconfitte in sè, è possibile sperare che i nostri siano ancora in grado di fare tre passaggi di seguito, un taglio, una verticalizzazione, un pò di profondità in attacco….non sembrerebbero imprese titaniche per quella che dovrebbe essere una squadra di campioni….

Ranieri schiera contro il Napoli l’ennesima formazione. Forlan e Milito in attacco, dietro Sneijder, a centrocampo ancora Stankovic, Cambiasso e il capitano e dietro i centrali titolari e Nagatomo e Faraoni sulle fasce. Si smentirà da solo nel secondo tempo sostituendo Forlan e Sneijder con Pazzini e Cordoba, così da poter spostare Faraoni a centrocampo e assumere una posizione in campo speculare al Napoli. Il risultato parla da solo. E anche la faccia dell’allenatore quando viene inquadrata durante la partita parla da sola e dice anzi molto di più. La squadra non riesce a fare le cose più elementari. Al S. Paolo, a fine partita, il tabellino recitava 12 angoli a 0 per i partenopei. Non è solo un mero dato statistico. E’ anche la dimostrazione di quello che la squadra nerazzurra ha prodotto in fase d’attacco. E il Napoli di ieri non era nemmeno il miglior Napoli di quest’anno. Ha giocato la sua partita, ha trovato difficoltà ad attaccare per via dell’atteggiamento iperdifensivo dell’Inter (infatti il primo tempo è stato un pessimo spettacolo anche dal punto di vista del gioco per tutte e due le squadre) e solo nel secondo tempo ha cominciato a mettere pressione fino ad arrivare al gol con Lavezzi. Quando i napoletani sono rimasti in dieci (espulso Aronica) nessuno se ne è accorto, nemmeno l’Inter che ha ripiegato su sè stessa. Quando Pazzini ha avuto la palla giusta per pareggiare (intorno all’85’) grazie ad un errore difensivo degli avversari, la palla è schizzata in orbita e lì si è chiusa la partita nello sconforto e nello scoramento. I commentatori più accorti hanno parlato anche di un rigore non dato all’Inter. Chi sposa la filosofia degli episodi magari potrà rammaricarsi anche di questo, ma in un contesto del genere si può definire sicuramente un episodio di alcuna rilevanza e infatti non ci sono state proteste nemmeno in campo. Ranieri ha insistito su giocatori che quanto meno dovrebbero riposare come Stankovic e Cambiasso, ha scommesso su Forlan dimenticando che tre giorni prima era stato quello che a Marsiglia aveva corso per tutti gli altri e che forse doveva recuperare; forse costretto dagli infortuni, ha fatto un primo passo verso lo svecchiamento della squadra mettendo in campo Nagatomo e Faraoni che hanno limitato i danni nella fase difensiva, con qualche sbavatura, ma con più voglia di altri. La sconfitta di misura è dunque nata dai miglioramenti della squadra nerazzurra (come, in pratica, sostenuto dall’allenatore dopo la partita) o dai demeriti di un Napoli meno brillante con un Cavani non proprio al massimo che si è limitato a fare il necessario per vincere la partita, come si fa con le squadre minori?! Inutile cercare una risposta a questa domanda. Ormai un’altra sconfitta è andata. Semmai è lecito domandarci se domenica prossima ci sarà una reazione (finalmente) o se il Catania si candiderà a prendere il nostro posto nella bagarre per l’Europa League. Insisto: cominciare a lanciare qualche giovane di qualità (se ci sono….) per fare recuperare energie mentali e fisiche a chi ha più esperienza e che magari in un secondo momento potrà dare il suo contributo, non sarebbe da prendere in considerazione, adesso?!!

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