Europa League – Rubin Kazan-Inter 3-0


Marco Benassi

I giapponesi lo chiamano harakiri. Da noi più comunemente è definito suicidio. E’ quando decidi di farti del male da solo, in qualsivoglia maniera, ottenendo il massimo risultato possibile. E’ quello che è accaduto oggi pomeriggio, ora italiana, in territorio russo. L’Inter già qualificata si presenta con una formazione giovanissima, lasciando a casa molti dei titolari. In campo scendono a porta Belec, a difesa Ranocchia, Juan Jesus e Silvestre, a centrocampo Jonathan, Romanò, Benassi, Gargano e Pereira, davanti Coutinho e Livaja. Meno di 25 anni l’età media. La squadra è apparsa molle, poco concentrata e al di là di chi sia sceso in campo, c’è da dire che in realtà il Rubin Kazan ha fatto poco e nulla. In sostanza tre tiri in porta, minimo sforzo, massimo risultato. Fatto sta che il primo posto nel girone è perso, per quel che vale e a questo punto non resta che augurarsi che nei sedicesimi questa sconfitta non influisca.

Il primo tempo si può racchiudere tutto nell’episodio che segna la partita. Secondo minuto di gioco, un cross in area nerazzurra viene intercettato da Juan Jesus che cerca di fare autogol, ma prende il palo. Il rimbalzo favorisce un giocatore russo che facilmente ribatte a rete. Uno a zero dopo soli due minuti. E poi, purtroppo o per fortuna, non succede più niente.

Nel secondo tempo Stramaccioni manda in campo Zanetti e Palacio al posto di Romanò e Livaja e l’Inter prende in mano il pallino del gioco. Il Rubin si limita a difendere il risultato. C’è più vivacità in mezzo al campo e l’intesa tra Coutinho e Palacio rende anche la fase d’attacco più pericolosa. Da segnalare qualche bella azione del brasiliano, bloccate all’ultimo momento e il palo dell’argentino al 65′. Sul finale del secondo tempo i russi provano un paio di ripartenze. In entrambi i casi riescono ad arrivare al tiro e a siglare il secondo e il terzo gol. Che dire?! Il punteggio è forse eccessivo e impietoso verso la squadra nerazzurra che, però, d’altro canto non ha fatto molto per evitare l’epilogo finale, regalando tutto un primo tempo agli avversari e mancando di incisività nel secondo.

Una partita che si spera non lasci il segno, in negativo, ma che dovrà far riflettere sulla capacità di concentrazione che l’Inter tutta non è riuscita a tenere adeguatamente al livello della situazione. Buona la prestazione di Benassi all’esordio assoluto, da rivedere Romanò. Buona prestazione anche di Gargano e Jonathan, male Pereira e Juan Jesus apparsi troppo leziosi e molli sulle gambe. Sul finale esordio assoluto anche di Donkor che al 74′ sostituisce Ranocchia e che ha la sfortuna di trovarsi tra i protagonisti in negativo del capitombolo finale. Va detto dunque, in ultima analisi, che non è stata tanto la presenza di molti giovani in campo a determinare il risultato, ma piuttosto una scarsa concentrazione di alcuni giocatori che è risultata determinante nei singoli episodi.

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