Chievo-Inter 2-1


Finisce il campionato e si chiude con una sconfitta che poco conta per la classifica, ma che deve servire da promemoria per il futuro. E’ con squadre come il Chievo che l’Inter quest’anno ha perso tanti punti, spesso pareggiando e dimostrando soprattutto limiti caratteriali e tecnici. E’ tempo di tirare le somme dunque e l’allenatore dice di avere le idee chiare su quello che manca e che c’è da fare. Si spera che la società sia in grado di mettere nelle sue mani per l’anno prossimo una squadra all’altezza, in modo da sciogliere dubbi e alibi sulle potenzialità e il rendimento dell’Inter che verrà. Sarà stato un anno difficile per tante ragioni, dal cambiamento societario epocale ai tanti giocatori in scadenza, dal recupero di giocatori che venivano da annate disastrose alla necessità di far emergere giovani di talento, ma l’anno prossimo sarà anche un anno zero. Con la fine di questo campionato si chiude un’epoca. Lasciano dopo Chivu, gli ultimi eroi del Triplete e un uomo spogliatoio come Castellazzi e così si partirà veramente da un nuovo inizio. Samuel, Milito, Zanetti e Cambiasso salutano i tifosi tra le lacrime e la commozione ed è inutile stare qui a sottolineare quanto potranno mancare alla squadra e soprattutto ai tifosi. Sono uomini, professionisti, prima che campioni sul campo di calcio e la loro assenza sarà pesante nei momenti difficili che verranno. Dispiace soprattutto per il Cuchu che avrebbe potuto dare ancora molto alla squadra e ai tanti nuovi innesti e giovani che ci si augura arriveranno, sia in campo che come uomo e in special modo per tramandare l’anima e lo spirito dei colori nerazzurri, ma tant’è. Nuova società, nuovo inizio e alla fine pochi rimpianti. Resta il rammarico per una chiusura poco esaltante, in un’annata ancora una volta difficile, terminata con un quinto posto comunque utile per ripartire, ma con un rendimento non felice di tutta la squadra sotto il profilo tecnico e tattico. Resterà solo il Capitano anche se in altro ruolo e fuori dal campo, ma non è poco. La nuova dirigenza sembra sapere il fatto suo e con la necessaria attenzione, oggi fondamentale, agli aspetti programmatici ed economico-finanziari, le premesse fanno ben sperare. Sarà il mercato a sancire quali aspettative poter nutrire e a misurare le reali intenzioni societarie. Mazzarri potrà essere poco amato o per niente simpatico, ma sarà lui il perno su cui puntare per l’anno prossimo ed esperienza e capacità non gli mancano. Ci si augura che sappia rinnovarsi e migliorarsi per riportare la squadra all’altezza della sua storia, se, come pare, sarà ancora lui il condottiero del prossimo futuro e considerato che mai come questa volta sarà “costretto” a lavorare con tanti giovani e/o esordienti nel campionato italiano. Vedremo. Resta da rimarcare un grandissimo grazie con un forte abbraccio virtuale ai campioni che ci lasciano per nuove avventure, augurandogli una buona sorte e magari di ritrovarci ancora sotto la stessa bandiera in un prossimo futuro.

La partita. Mazzarri dà spazio a chi ha giocato di meno, schierando Carrizo a porta, Andreolli, Cambiasso e Campagnaro a difesa, Zanetti, Taider, Kovacic, Alvarez, D’Ambrosio a centrocampo, Botta e Milito in attacco. Il primo tempo segnala il palo dei clivensi e il gol di Andreolli. Nel secondo tempo Obinna entra dalla panchina e diventa il mattatore dell’incontro. Due gol, il primo in complicità con Carrizo, il secondo da fuori area e la vittoria arride ai padroni di casa. C’è tempo per l’esordio in serie A del giovane Bonazzoli. La squadra gioca come al solito, un fraseggio molto prolungato, scarsa profondità, nonostante l’ennesima prova maestosa del giovane Kovacic e poco produttiva in fase d’attacco. Si tira poco da fuori area e le ripartenze non sono veloci e pungenti come dovrebbero essere. Tutti i difetti mostrati durante l’annata appena conclusa, si ripresentano e la sconfitta è servita. Ecco perchè, nonostante ininfluente, questa partita deve restare come promemoria per l’anno prossimo e questa sconfitta tornare utile per evitarne altre similari in futuro.

All’anno prossimo e sempre e comunque, FORZA INTER!

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