Inter-Napoli 2-2


Non può piovere per sempre. Così recitava la battuta di un film tetro, qualcuno direbbe gotico, di qualche anno fa. La partita col Napoli ci regala uno sprazzo di sole, nel periodo nero della beneamata. Seppur mostrando limiti tecnici e tattici oramai conclamati come la difficoltà di arrivare al gol, finalmente si è visto un carattere da Inter, una unità d’intenti nel riacciuffare ciò che la sorte voleva toglierci a tutti i costi e non solo per nostro demerito. Con una formazione rimaneggiata, senza esterni di ruolo sulla fascia destra, Mazzarri affida prima a Obi e poi a Mbaye nel secondo tempo, il difficile compito di spingere e difendere nel più classico dei 3-5-2, mentre a sinistra colloca l’unico esterno di ruolo a disposizione, Dodò. In attacco coppia “obbligata” Palacio Icardi, a centrocampo Medel, Hernanes e Kovacic, dietro Ranocchia, Vidic e Juan Jesus. Il primo tempo parte al piccolo trotto, ma è l’Inter a fare la partita. Il Napoli viene schiacciato col passare dei minuti e manca solo il gol per coronare una buona prestazione di tutta la squadra. Di Hernanes, sul finale di tempo, partito non benissimo, l’azione più pericolosa e il palo conseguente. Nel secondo tempo gli ospiti si fanno più arrembanti e mettono più in difficoltà i nerazzurri che però reggono l’urto e non mollano la presa. Nel giro di venti minuti la partita si apre e inizia il valzer dei gol. Callejon sfrutta un errore di Vidic e porta gli azzurri in vantaggio, ma la reazione interista è immediata. Mazzarri, espulso e coi nervi a mille, butta nella mischia Guarin che, alla prima occasione, si fa trovare pronto e il pari è servito. Sul falso binario degli ultimi minuti, ecco ancora un errore difensivo nerazzurro e il bel gol ancora dello spagnolo Callejon. Sembra finita, ma i ragazzi questa volta non mollano, insistono e il terzo tempo di Hernanes allo scadere regala il pareggio definitivo ai padroni di casa. C’è addirittura il tempo per sfiorare il 3 a 2 con Mbaye e poi via negli spogliatoi. Il risultato finale accontenta e lascia nel contempo un pò di amaro in bocca a entrambe le squadre. L’Inter avrebbe meritato maggior fortuna, specie nel primo tempo, ma per come si erano messe le cose, ne esce rinfrancata quanto meno nello spirito per la reazione e senza sconfitta. Un punto che vale poco per smuovere la classifica, ma tanto per ridare serenità e contezza dei propri mezzi a tutto l’ambiente. La speranza, d’obbligo, è che la forza d’animo dimostrata diventi una costante nel futuro, contro avversari più o meno blasonati. Sotto il profilo tecnico-tattico c’è invece ancora da lavorare. Le difficoltà per costruire in fase d’attacco, arrivare al tiro e velocizzare le azioni sono ancora evidenti e non è un caso se alla lunga, senza segnare, si finisce sotto. In difesa ancora errori grossolani, arrivati si sul finale e quindi da attribuire anche alla mancanza di lucidità, ma se non fai gol e dietro prendi sbandate, sei sempre ad alto rischio sconfitta. Per ben sperare, ad ora, ci accontentiamo della prestazione caratteriale, ma il confermato Mazzarri deve ancora lavorare e molto su entrambe le fasi di gioco. Diventa sempre più urgente rinvigorire e velocizzare il gioco in attacco, segnare di più, banalmente, potrebbe essere il giusto toccasana per invertire definitivamente la rotta. Affidare al solo Kovacic la regia dell’attacco potrebbe non bastare, come fin qui sembrerebbe.

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