Inter-Sampdoria 1-0


Con il secondo rigore segnato da Icardi in due partite consecutive, l’Inter si ritrova, tra fischi e critiche, giuste o ingiuste che siano, a ridosso del terzo posto. Formazione ancora rimaneggiata, sette i titolari infortunati, Mazzarri deve riconfermare la squadra che a vinto a Cesena. I tre punti contro i genovesi sono importanti, ma ancora più importante diventa vedere confermate le cose buone viste contro i romagnoli. Le vittorie aiutano a fare morale e indubbiamente anche a salire in classifica anche se di rigore in rigore. Come ha giocato però la beneamata contro i temuti blucerchiati dell’ex Mihajlovic? E’ qui il nodo centrale da valutare, una volta ottenuta la vittoria e i tre punti. La crescita in termini caratteriali e atletici va indubbiamente sottolineata. La squadra tiene bene il campo, pur giocando ogni due giorni e in una situazione di emergenza infortuni, con uomini riadattati a giocare fuori ruolo, come Obi, non dimostra cedimenti. Le trame di gioco sono poco entusiasmanti, ma, avversario permettendo, ben realizzate. La grinta c’è: contro la Sampdoria, come già avvenuto contro il Cesena, si è giocato su ogni pallone e il pressing sul portatore è diventato più incisivo, fruttuoso e continuativo. La difesa regge l’urto degli avversari, si riconferma ancora Juan Jesus i splendida forma, ben supportata dai centrocampisti e dalle prestazioni superlative di Handanovic, protagonista indiscusso, ancora una volta, nel proteggere la propria porta e il risultato finale della squadra. Kovacic ed Hernanes, uscito anzi tempo per infortunio purtroppo, cominciano a intendersi e a giocare il pallone a metà campo. Con le loro qualità e una buona forma atletica a sostenerli, contro i doriani hanno dato a tratti spettacolo e offerto giocate di grande qualità. L’attacco resta un pò la nota dolente: Palacio, ancora a secco di gol, sbaglia troppo sotto porta, vanificando le ancora troppe poche palle gol che gli arrivano, mentre Icardi a tratti sembra fuori dai giochi, posizionandosi male o servito peggio. Gli esterni sono ancora il vero tallone d’Achille della squadra. Obi non è giudicabile, ma fa fatica a contribuire in modo sostanziale, soprattutto in fase d’attacco. Dodò sembra ancora timido nel saltare l’uomo, si propone spesso in avanti, ma paga poi qualcosa in fase difensiva. Riassumendo, contro la Sampdoria l’Inter è sembrata confermare le cose buone viste a Cesena. Sono aumentate le palle gol, la difesa è rimasta imbattuta, fisicamente la squadra ha retto e mentalmente si è dimostrata grintosa, caparbia anche se ancora troppo poco cinica sotto porta. In barba ai detrattori, Mazzarri ha dalla sua i risultati ora e le prestazioni di squadra, per quanto non ancora impeccabili, sembrano acquisire quella continuità tanto agognata, in primis dal punto di vista caratteriale. Il gioco è ancora poco intrigante, non sorprende se non quando Kovacic o Hernanes accendono la luce, ma comincia a produrre i suoi frutti. Con cautela, già troppe volte i nerazzurri hanno smentito i più inguaribili ottimisti, si può immaginare che oltre alle prestazioni caratteriali e ai risultati, si possa arrivare a vedere un bel gioco, magari non spumeggiante, pur auspicandolo, ma quanto meno piacevole, con la palla che viaggia in avanti, le ripartenze veloci, più occasioni da gol. Mancano, i gol, su azione, i tiri da fuori, non si può certo sperare ogni volta su un rigore risolutivo. E’ dunque presto per parlare di rinascita, ma, zitti zitti, sotto voce, possiamo cominciare a sperare che la squadra si stia ritrovando e che prestazioni incisive e soddisfacenti, sotto tutti i profili, comincino a fare capolino all’orizzonte. Dopo tutto, all’apice della crisi forse anche troppo gonfiata dai media, la prima cosa che si è invocata a gran voce, era che le prestazioni tornassero ad essere, almeno dal punto di vista caratteriale, degne del blasone neroazzurro. Ad oggi si può dire che la reazione c’è stata sotto questo punto di vista. Ora si può cominciare a parlare di gioco, di schemi e di come arrivare a fare più gol che sono in fondo il sale e il fondamento di questo sport.

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