Europa League – Qarabag-Inter 0-0


Una partita che aveva poco da dire per i tifosi, se non per la curiosità di vedere all’opera le cosiddette seconde linee e qualche giovane esordiente. Mancini avrà sicuramente avuto qualche appunto da prendere, ma a qualificazione e primo posto già acquisiti, non è certo una gara da imprimersi nella memoria. Il pareggio finale dice che l’Inter per una volta è riuscita a reggere per tutti i novanta minuti la concentrazione e l’attenzione necessaria, se non fosse per quel gol o autogol al 93′ che avrebbe dato la qualificazione agli azeri e la seconda sconfitta consecutiva ai nerazzurri, inspiegabilmente annullato dall’arbitro. Ininfluente sulla valutazione complessiva della gara per i nostri, spiacevole sicuramente per gli avversari, ma tant’è. Il Mancio schiera un Inter mazzarriana, rispolverando la difesa a tre, con Carrizo tra i pali, Campagnaro, Andreolli e Donkor a difesa, D’Ambrosio, M’Vila, Obi, Krin e M’Baye a centrocampo e in attacco Osvaldo e il giovane Bonazzoli. La squadra gira bene, mostra tanta convinzione e pressa in modo ordinato. La difesa regge e l’attacco pur non avendo un gran numero di occasioni nell’arco della partita, non sfigura. Il centrocampo fà buon filtro. In linea di massima dunque una buona prestazione pur se amara di emozioni, con tutte le eccezioni dovute alla situazione. Spiccano le prestazioni di Obi e M’Vila, si conferma Andreolli e Donkor mostra qualità per un sicuro avvenire da campione. Un pò indisciplinati tatticamente M’Baye e Krin, bene D’Ambrosio al rientro. Osvaldo si conferma attaccante funambolico, mentre Bonazzoli che di qualità ne ha tante, risulta forse ancora un pochino acerbo, ma non potrà che migliorare. Esordio assoluto per i giovani Dimarco e Baldini sul finale. Per il mister dunque indicazioni importanti per eventuali cambi o alternative e sulle giovani promesse del vivaio. La difesa a tre tanto vituperata ridà ovviamente ordine al reparto e la tenuta atletica dei giocatori impiegati risulta confortante. Ora l’Europa va in letargo e si ritorna al campionato dove sarà tutt’altra musica e ci sarà da combattere per risalire la china e riprendere fiducia nei propri mezzi. A Mancini il duro compito di risollevare morale e classifica, in attesa di un mercato incerto e dunque non necessariamente risolutivo.

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