Inter-Chievo 3-1


Quinta vittoria di seguito, quindici gol per Icardi, il 2017 continua sotto il segno del cinque. Il risultato finale contro i clivensi non lascia intendere le difficoltà incontrate dai nerazzurri per avere ragione degli avversari, ma rispecchia i valori espressi in campo. Pioli conferma la formazione vista nelle ultime uscite e lancia subito Gagliardini in mezzo al campo.

L’Inter vista a Udine dimenticatela anche se le dinamiche della gara sono state simili. Si va sotto e poi si rimonta. Un andazzo non proprio idilliaco, ma fino ad ora andato a buon fine, testimonianza se non altro di un’ottima forma atletica e di una maggiore convinzione nei propri mezzi. La svolta tanto attesa forse ora si può nominare quanto meno: i risultati parlano da soli.

A S. Siro non c’è storia: si parte subito fortissimo, si cede un pò di campo agli avversari con il passare dei minuti, ma tenendo sempre in mano il pallino del gioco. I gialloblu sono bravi a trovare le contromisure per frenare le avanzate interiste e la partita si regge tutto sommato su un precario equilibrio. Solo la leggerezza di D’Ambrosio, alla mezz’ora, da il via alle danze. Pellissier riesce ad anticipare il terzino interista e a portare incredibilmente in vantaggio gli ospiti. A questo punto sale in cattedra Sorrentino che chiude la saracinesca e non permette a nessuno di superarlo. Il primo tempo sfila via così. Nel secondo ci si aspetta la reazione dei padroni di casa che arriva puntuale. Icardi è in gran spolvero, Perisic punge, l’esordiente Gagliardini sembra giocare in mezzo al centrocampo nerazzurro da sempre. Nonostante gli sforzi, i clivensi reggono e l’Inter non passa. Bisogna attendere il 69′ per tirare un sospiro di sollievo: Icardi è bravissimo in area a intercettare il cross e a battere il portierone avversario. Pioli butta Banega nella mischia al posto di Joao Mario e poi Palacio al posto di un Candreva un pò troppo pasticcione. All’86’ ci pensa Ivan Perisic ancora una volta a risolvere tutto, con la complicità di Sorrentino che per la prima volta sbaglia. Due a uno e gran festa sugli spalti. Al 93′, infine, Palacio sfrutta un altro errore difensivo avversario, gira verso l’accorrente Eder che torna finalmente al gol e la partita è chiusa.

Pioli – Ancora una volta trascinatore e stratega vincente. Arrivato in punta di piedi e tra mille diffidenze, specie per chi cerca sempre il grande nome, ha rivoltato la squadra tatticamente e psicologicamente. I risultati sono evidenti e non si può che ricominciare a sognare, finalmente! Bravo Mister.

Gagliardini – Esordio vincente e convincente. Gli manca solo il gol. Dimostra intelligenza tattica, piedi buoni e grande carattere. In mezzo al campo sembra il più “maturo” e da con semplicità i tempi di gioco. Ora che c’è, si capisce meglio cosa mancava al centrocampo nerazzurro. Ottimo inizio.

Icardi – Quindici gol e un girone di ritorno ancora tutto da giocare. Una forma smagliante e una presenza nel gioco sempre più a tutto campo. Gli schemi del mister e l’appoggio degli esterni sono per lui un aiuto in più, ma si vede che in questo momento ha il fisico per fare reparto anche da solo.

Perisic – Tre gol nelle ultime due gare, tutti risolutivi. Sei punti e sesto posto assicurati dalla sua caparbietà. Ci prova spesso, forse troppo, ma alla fine ottiene risultati. Ora che gli riesce tutto, sembra un altro giocatore e noi godiamo dei risultati.

Candreva – Forse un pò sottotono fisicamente, sbaglia più del solito e non da concretezza alle azioni di gioco. Non la migliore delle sue partite. Può fare molto meglio.

D’Ambrosio – Errore determinante in mezzo all’area, ma prima e dopo si rifà ampiamente. Visto come è andata a finire, si può perdonare. Nelle ultime gare abbiamo subìto pochissimo, rispetto a fino a un mese fa: l’importante è che queste “leggerezze” non si ripetano sempre…

Ora è tempo di Coppa Italia, l’ultima manifestazione extra-campionato in cui poter dire la nostra: è tempo di rimetterci in ballo!

Nel frattempo Felipe Melo e Jovetic hanno lasciato la squadra: in bocca al lupo a entrambi.

 

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