SuperLega, l’Atalanta si prende la rivincita su Agnelli


Nel giorno in cui pare sia stata approvata la SuperLega, la Juventus (il cui presidente Andrea Agnelli è in prima linea per questo progetto) è uscita sconfitta in casa dell’Atalanta. Risultato che sancisce anche il sorpasso in classifica degli uomini di Gasperini su quelli di Pirlo.

“Cosa c’entrano le due cose?” si chiederanno in molti. Ebbene, proprio lo scorso marzo, la Dea venne presa come esempio dal rampollo di Casa Agnelli per propugnare l’idea di questa SuperLega, asserendo che non potrebbe partecipare alla manifestazione principale europea per club perché “senza storia internazionale”.

Ironia della sorte, l’Atalanta sfiorò la semifinale uscendo contro il Paris Saint Germain, mentre la Juve uscì agli ottavi contro il modesto Lione. Quest’anno, invece, entrambe sono uscite agli ottavi. Con la differenza che i primi per mano del Real Madrid, i secondi per mano del Lione.

Insomma, un discorso che va contro ogni logica di meritocrazia. Tipico di chi, con spocchia, è abituato a stare nell’elite, e magari senza neanche chissà quali meriti se non quello di essere nato nella famiglia più ricca d’Italia. Un po’ come la famosa scena di Alberto Sordi ne ‘Il marchese del Grillo’: “Perché io so io e voi non siete un cazzo”.

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