Arrigo Sacchi, per usare un eufemismo, non si è divertito durante Juventus-Inter. “Spero che questa partita non venga trasmessa all’estero. Il calcio italiano ci fa una gran brutta figura”.
“Zero spettacolo, tanti falli, tante sceneggiate, poca sportività. Ma vogliamo capire che, se si gioca bene, a parità di valori tecnici si vince? Vogliamo metterci in testa che il pubblico ha voglia di divertirsi e non di vedere delle sfide che assomigliano alle lotte dei gladiatori di duemila anni fa? A tratti mi è sembrato di assistere a una partita degli anni Sessanta”. Questa l’analisi di Sacchi sulla Gazzetta dello Sport.
Beppe Sala, sindaco di Milano, intanto ha risposto attraverso una lettera a La Gazzetta dello Sport a Matteo Salvini, segretario federale della Lega e Senatore della Repubblica, per quanto riguarda il tema dello stadio. “Gentile Direttore, ”Fare presto o andare via”, questo è il titolo della lettera di Matteo Salvini sulle vicende del nuovo stadio di San Siro. Io non so in che mondo viva Salvini, ma certamente questa non è l’alternativa su cui si possa basare una buona amministrazione. Ma andiamo con ordine. Sesto? Sono stato scelto dai milanesi non per porre alternative che generino un impoverimento della città, ma per far sì che Milano conosca uno sviluppo che abbia rispetto dell’ambiente e dell’equità sociale. Quindi sto lavorando affinché lo stadio di Inter e Milan rimanga a Milano e non vada a Sesto (dove peraltro c’è già una gloriosa squadra di calcio, la Pro Sesto).
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