Inter Club Palermo, Piraino: “Zanetti è un punto di riferimento, ma Lautaro trasmette valori”. Poi svela un aneddoto su Barella


In Sicilia si tifa Inter. Tra i tanti club presenti nella regione c’è anche quello di Palermo dedicato al vicepresidente Javier Zanetti, guidato dal presidente Salvo Piraino, che è intervenuto in esclusiva ai microfoni di iotifointer.it.

Quando è stato fondato l’Inter Club Palermo?

“L’idea è nata a Piazza Duomo il 5 maggio 2010 dopo la finale di Madrid. Ero lì con 10 amici e due mesi dopo abbiamo fondato il club. Abbiamo quasi 400 soci e ci riuniamo in ristoranti o locali. Organizziamo cene con premi e le trasferte a Milano, anche se siamo lontani”.

Qual è il vostro organigramma?

“Io sono il presidente, Gaetano Miano è il vicepresidente. Poi c’è Vincenzo Furia, che ricopre i ruoli di segretario e tesoriere. Infine ci sono i consiglieri Giovanni Nuccio e Maurizio Bajona. A breve faremo una riunione per fissare le elezioni”.

Perché avete deciso di dedicare il club a Javier Zanetti?

“Zanetti è una persona carismatica. Per noi è un punto di riferimento dal punto di vista sportivo e umano. Ho partecipato alla crociera nerazzurra organizzata dall’Inter nel 2013, in cui c’erano 1.000 persone. Quella volta l’ho incontrato e mi ha autografato uno striscione gigantesco. Ho visto anche Bedy Moratti, Mauro Bellugi e Raffaele Di Gennaro. Inoltre ho visitato la sala con i cinque trofei vinti nel 2010, che era stata allestita sulla nave. Ci hanno detto che avevamo comprato Ishak Belfodil ed eravamo scontenti”.

L’Inter vi ha invitato nella sede per festeggiare i dieci anni del club. Ci può raccontare com’è stato quel giorno?

“A causa del coronavirus è saltata la premiazione a San Siro, ma abbiamo recuperato. L’Inter ci ha invitato nella sede e siamo andati nella sala dei trofei. Poi Alessandro Antonello ci ha consegnato una maglia con il nome del nostro club e il numero 10. E’ stato meraviglioso, ma spero di festeggiare i prossimi traguardi allo stadio”.

Lei conduce il programma radiofonico “Rock Power”. Se dovesse dedicare una canzone all’Inter quale sceglierebbe?

“Il rock incarna il mio di essere, pensare e vivere. Amo l’Inter perché è la mia palestra di vita. Per questo le dedico la canzone “Long live rock e and roll” dei Raimbow. Ho voluto augurare lunga vita alla Beneamata con questa metafora. Mi arrabbio con alcuni youtuber perché sono ondivaghi e fanno critiche fuori luogo. Loro si fanno influenzare dal profitto materiale, ma io sostengo sempre la squadra nel bene e nel male”.

Quali calciatori vorrebbe intervistare?

“Zanetti e Lautaro Martinez, rappresentano il passato e il presente dell’Inter. Il primo incarna l’interismo, mentre il secondo esprime grandi valori quando parla nelle interviste. Il capitano inoltre ha rinunciato ad andare in Arabia Saudita per amore della Beneamata. Credo che resterà per sempre a Milano”.

L’Inter è prima in classifica in Serie A insieme al Milan. Cosa pensa di questo inizio stagione?

“Avevo previsto tutto e ho avuto ragione. Non mi lascio condizionare dalla stampa e dai media, traggo sempre conclusioni dai miei ragionamenti. Tutti criticavano il mercato, ma condividevo le scelte della società. Il trio dell’apocalisse (così lo chiamo), formato da Giuseppe Marotta, Piero Ausilio e Baccin, ha fatto un ottimo lavoro e va elogiato. I risultati sono stati raggiunti anche grazie al lavoro di Simone Inzaghi, che è il numero uno ed è molto educato”.

Chiusura con un aneddoto su Nicolò Barella

“Non credevo a quello che scrivevano i giornali. Un amico ha contatti con la sua famiglia e mi ha detto che Barella si sarebbe trasferito all’Inter”.

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