I 4 giubbotti cambiati, la fase d’attacco a 9, la tesi di Coverciano: i segreti di Simone Inzaghi (che sta facendo innamorare le big d’Europa)


Il giornalista Franco Vanni sulla Repubblica racconta il Simone Inzaghi segreto.
“Non è scaramantico come lo descrivono, ma un po’ sì. Nelle settimane più complicate per l’Inter, quando tutto sembrava scivolare su un piano inclinato, Simone Inzaghi ha cambiato almeno quattro giubbotti, fra quelli messi a disposizione dallo sponsor, prima di trovare quello giusto con cui presentarsi in panchina. (…) Fra gli interisti governava il partito degli #Inzaghiout, oggi disciolto o passato in clandestinità. Nei bar, sui giornali e sui social network s’imputava ogni male all’allenatore: i cambi, gli schemi, le motivazioni, le cavallette. È passato un anno, sembra una vita. In vetta al campionato c’è l’Inter, che dopo 25 gare di punti ne ha 66 e che giocando oggi con l’Atalanta riallineerà il proprio calendario a quello delle altre squadre.
Ora Inzaghi viene indicato dalla stampa continentale come candidato ideale per ogni panchina: dal Liverpool al Barcellona, fino al Manchester United. Non stupisce. In Europa nessun altro ha scritto 51 nella casella della differenza reti, una in più di quante ne ha segnate il Milan, secondo migliore attacco in Serie A. (…)
Alla finale di Istanbul l’Inter è arrivata dopo avere eliminato il Barcellona nel girone, il Porto agli ottavi, il Benfica ai quarti e il Milan in semifinale. Già si vedevano le matrici del gioco di quest’anno, basato su una fase d’attacco con nove uomini. Una meraviglia che Inzaghi aveva sperimentato per necessità alla Lazio, costretto a schierare in difesa il centrocampista incursore Parolo. Quando si attacca, sono attaccanti anche i centrali Bastoni e Pavard. (…)

L’Inter di oggi ha un’anima sola. Anche chi di rado mette piede in campo partecipa alla gioia di tutti. Non è un caso. Basta contare le volte in cui Inzaghi — che a Coverciano si è laureato con la tesi “dinamiche allenatore-gruppo squadra” — dopo le vittorie ha fatto i complimenti a Davy Klaassen, che in campionato ha giocato solo un’ora e mezza, ma che «si allena nel migliore dei modi e meriterebbe di più», Simone dixit.
Nell’Inter di quest’anno, Inzaghi ha dato piena forma all’approccio che è sempre stato il suo:
tanto studio, ore in ufficio a parlare con lo staff a partire dal vice Farris («cervelli che fumano», li ha definiti il ds Ausilio), ascolto ai giocatori, anche quando vogliono parlare di vita più che di calcio. Bravo a gestirsi fisicamente da calciatore, come raccontano gli ex compagni della Lazio, da tecnico Inzaghi lavora a stretto contatto con Piero Volpi, vero dirigente, molto più che medico sociale”.
(FONTE: LA REPUBBLICA)

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