Sabatini: “Marotta, applausi! E Lautaro va rinnovato”


Sandro Sabatini su calciomercato.com scrive della situazione societaria dell’Inter.
“Riposizionamento: la specialità dei dirigenti. E del numero uno tra i dirigenti: Beppe Marotta. (…)
Beppe Marotta, per i pochissimi che non se ne fossero accorti, da oltre un anno è di fatto il presidente dell’Inter. Comanda, dirige, guida, asseconda, rimprovera, protegge, parla, contatta e contratta. Tutti i verbi immaginabili per chi “esercita le funzioni di”. Fondamentale anche la comunicazione.
È stato assecondato Zhang nelle manifestazioni più social e giovanili (e innocue), con la ragionevole certezza che il fondo Oaktree sarebbe alla fine intervenuto, trovando, nell’ordine:

1) ottima squadra e Scudetto;
2) progetto stadio dilatato nei tempi giusti;
3) contratti datati 2027 per tutto il management che conta.

Un capolavoro di strategia e diplomazia. E comunicazione, ancora di più. In questo è stato davvero impareggiabile, Marotta, perché – ben assecondato da tutte le sue referenze e conoscenze – ha fatto trascorrere tranquillamente il tempo fino al 20 maggio, senza alcuna ansia per quello che si è poi rivelato un disperato final countdown della proprietà cinese. (…)

L’azienda va riveduta e corretta. Che non significherà cedere Lautaro al miglior offerente. Anzi, semmai il contrario: rinnovare il contratto anche a 10 milioni netti, ma con un valore tecnico e patrimoniale intatto anziché a scadenza. Significherà individuare la rotta per rendere l’Inter una barca che va senza imbarcare debiti ad ogni ondata. Un’azienda sana. Dove il presidente fa il manager lì come altrove, con la passione della propria professionalità ma senza bandiere. (…)

Il nuovo fondo proprietario immetterà solo un paio di supermanager nel prossimo consiglio d’amministrazione. Poi lascerà fare. Unico obiettivo: creare valore e rivendere. Riposizionamento. Rapido e veloce. Quello che hanno già iniziato tifosi e influencer, dirigenti e addetti ai lavori, Vip e opinionisti più o meno social. Ma Zhang non è certo finito all’improvviso.
E applausi a Marotta, riuscito a far passare il final countdown come una passeggiata di salute e di Scudetto, anziché – come poi si è rivelato – un Titanic sventato da Oaktree”.
(FONTE: CALCIOMERCATO.COM)

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