Bastoni: “Il campo dice che l’Inter è una big europea, le chiacchiere stanno a zero”

A due giorni dal possibile ritorno in una finale di Champions League, l’Inter si prepara alla sfida cruciale contro il Barcellona. Accanto a Simone Inzaghi in conferenza stampa c’è Alessandro Bastoni, pronto a suonare la carica.

“Siamo a due partite dalla Champions League, daremo anche di più. Siamo consapevoli che una semifinale di Champions non capiti tutti gli anni: sembra quasi scontato all’esterno, ma abbiamo tanta voglia di giocare questa partita”.

Un’occasione che nasce anche dall’esperienza della gara d’andata, che ha dato spunti preziosi:
“Avevamo visto tanti video, ma giocarci contro è la maniera migliore per capire. All’andata abbiamo sbagliato diversi passaggi, grazie anche al loro stile di gioco. Possiamo migliorare tanto, faremo tesoro dell’andata”.

Bastoni non nasconde l’orgoglio per il cammino compiuto:
“Non posso che essere orgoglioso del cammino da inizio stagione. […] Abbiamo avuto una settimana di blackout, ma posso solo ringraziare questo gruppo”.

Fondamentale sarà il sostegno dei tifosi, specie nei momenti difficili:
“Ci saranno momenti di grande sofferenza domani, come all’andata. In quelle fasi ci servirà la spinta di tutto il popolo nerazzurro”.

Alla domanda sul gap economico rispetto alle big d’Europa, Bastoni risponde con fierezza:
“Siamo a due partite dal vincere la Champions, è un obiettivo. Esserci con questo fatturato mette in risalto il lavoro fatto da mister e società”.

Anche la compattezza difensiva sarà una delle armi dell’Inter:
“Metteremo in campo le nostre qualità a livello morale e fisico, la gara di andata ci ha dato un’idea del Barcellona”.

E se l’Inter sia da considerare una big d’Europa?
“Per quanto fatto vedere in campo sì. Le chiacchiere stanno a zero, il campo dice la verità”.

Il difensore respinge l’idea che la squadra abbia trascurato il campionato:
“Non ho mai sentito il mister dirci di non impegnarci in campionato per vincere la Champions. […] Nonostante tutto siamo a -3 dalla vetta”.

Fondamentale il ruolo del capitano Lautaro:
“Lauti è un leader morale e fisico. C’è sempre tensione, ma se ci guardiamo alle spalle il sogno era calcare questi palcoscenici”.

Infine, sulla designazione dell’arbitro Marciniak e i possibili torti arbitrali:
“L’abbiamo avuto più volte, al di là del risultato lo apprezzo molto. […] Non penso che il campionato sia stato falsato”.

E una battuta anche su Pavard, decisivo anche nei numeri:
“Spero possa arrivare a 42 vittorie complessive in Champions, significherebbe che abbiamo vinto il trofeo”.

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