Anche la settima è andata. Nove se contiamo dall’ultima di Europa League. La cura Pioli si può dire sicuramente vincente e tre punti alla volta si scalano le classifiche. Contro il Pescara, partita accompagnata dalle manifestazioni di solidarietà di società e tifosi verso le popolazioni colpite dai terremoti, la vittoria poteva apparire scontata, certamente d’obbligo, se si voleva proseguire la rincorsa alle postazioni di Champions. Gli abruzzesi hanno venduto cara la pelle però e questo sottolinea ancora di più la crescita tecnica, tattica e mentale dei nerazzurri. All’alba dei quarti di Coppa Italia e del derby d’Italia in campionato, ci possiamo sentire serenamente in grado di affrontare queste sfide senza timori o handicap. In poche parole, abbiamo ritrovato compattezza e consapevolezza dei propri mezzi e, finalmente, possiamo sfidare chiunque a testa alta. Sul girone d’andata si può stendere un velo pietoso e guardare avanti con ottimismo e senza rimpianti, che è meglio.

Contro il Pescara, Pioli rilancia ancora Medel al posto di Murillo, D’Ambrosio e Nagatomo sugli esterni, Gagliardini e Brozovic a copertura di Joao Mario lasciato libero di muoversi a tutto campo, davanti Candreva e Perisic affianco a Icardi. La partita è presto nelle mani dei nerazzurri che anche quando non tengono il pallino del gioco riescono a spegnere le fiammate pescaresi e a ribattere colpo su colpo. Le occasioni si moltiplicano e per tutta la gara ci si muove su un copione ben chiaro: i nerazzurri sempre in pressing alto, gli ospiti a cercare di far breccia. E’ una partita combattuta, il risultato finale non chiarisce le difficoltà incontrate. L’Inter non sbriciola gli avversari, ma tiene il campo come mai si era visto prima, con un asfissiante pressing alto per buona parte della gara e una costante pressione nell’area avversaria. Nel primo tempo prima D’Ambrosio e poi Joao Mario, tra i migliori in campo, siglano il due a zero che da serenità alla squadra e la possibilità di gestire le forze. Al 73′ Eder, appena entrato al posto di Perisic, sigla la terza rete e chiude i conti. C’è spazio anche per Gabigol che rileva Candreva e si prende ancora gli applausi di S. Siro. C’è una evidente collaborazione tra i reparti e tra i compagni di reparto: una squadra con la S maiuscola insomma, nulla a che vedere con quei fantasmi imbalsamati della prima parte del campionato e che ora può certamente dire la sua e fare paura alle avversarie. Il quarto posto in classifica, del resto, parla da se.

La vittoria contro il Pescara era d’obbligo, per nulla scontata, ma soprattutto significativa per il futuro. E’ andata bene sotto tutti i punti di vista, non resta che proseguire su questa strada.

Pioli – “Non abbiamo fatto ancora niente”: questa la dichiarazione più bella del dopo partita. La Champions è il risultato minimo da raggiungere e tanti sono i punti persi per strada. C’è ancora molto da fare e questa è la mentalità giusta per i grandi traguardi. Il mister non ha che da continuare così.

Icardi – Non segna in una gara dove spreca tanto, ma lavora molto per i compagni, tra assist e movimenti. Cresce e migliora sempre di più.

D’Ambrosio – Molti tifosi, nella fase buia, non lo consideravano più degno dell’Inter. Il riscatto è completo. E’ il primo difensore nerazzurro ad andare in rete su azione quest’anno. Professionista serio, oggi ha fatto una partita di alto livello.

Joao Mario – Regista, fantasista, centrocampista… Partita all’altezza delle aspettative e anche di più. Con le spalle ben coperte dai due compagni di reparto, fa il mattatore: cross, assist, tiri e gol. Sempre meglio, torna a dare grandi aspettative.

Candreva – Non il migliore in campo, troppo spesso tergiversa con la palla e perde l’attimo giusto. Instancabile nelle due fasi di attacco e difesa, gli si può concedere qualche momento di appannamento durante la gara.