Inter-Udinese 2-5


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E’ finita! Finalmente lo strazio si è concluso. Si chiude uno dei peggiori campionati dell’Inter degli ultimi decenni con un nono posto e l’impellente bisogno di rifondazione. Una rifondazione seria questa volta, non come quelle degli ultimi tre anni. Tanti i problemi da risolvere, tante le domande rimaste senza risposta e tante le aspettative: la società sa ed è avvertita. Ora c’è bisogno di lavorare con intelligenza e costruire un progetto serio e credibile, con degli obiettivi di breve e lungo raggio. Il mercato sarà il primo test per capire se qualcosa è cambiato e se c’è la volontà di fare tutto questo e risolvere i diversi problemi, dai giocatori inadeguati agli infortuni di massa, dal rapporto con i media ad una difesa inguardabile e bucherellata a ritmo di serie B (57 gol subiti, peggio di noi solo il Pescara). La querelle su chi sarà l’allenatore è relativa. Stramaccioni ha dimostrato con la squadra intera di saper fare bene, con la squadra a pezzi molto meno, ma questo anche per evidenti difficoltà oggettive chiaramente. Tante le lacune di gioco e non sempre convincenti le scelte del tecnico, mai comunque abbattuto dalle difficoltà e in grado di tenere le redini per non far deragliare la squadra. Giovane, magari poco esperto, ma di carattere. Un altro allenatore dovrebbe ricominciare tutto da capo per l’ennesima volta. Giusto o sbagliato che sia confermare o mandare via l’attuale tecnico, quello che conta ora è che la società metta a disposizione i giocatori giusti per ripartire, giovani o esperti, top player o giovani promesse come Kovacic poco importa. Un altra stagione così non è ipotizzabile. Non è accettabile. Si fa il nome di Mazzarri per la panchina: tecnico esperto, sicuramente in grado di gestire difficoltà e ricostruire squadre a pezzi come l’Inter di oggi, ma per lui come per chiunque altro varrebbe il discorso di cui sopra. Se la società continuerà a perseverare negli errori del recente passato sul mercato, nemmeno lo Special One potrebbe fare molto.

La partita contro l’Udinese è il coronamento di quest’annata. Ai friulani bastano otto minuti per andare sul 2 a zero e il resto della partita segue questi binari. L’Inter cerca di reagire, trova il gol con Juan Jesus, ma poi i bianconeri dilagano e non c’è più storia. Grande gol di Di Natale (il terzo) e belle trame di gioco per gli ospiti che mostrano come gioca una squadra con organico al completo e schemi di gioco collaudati. I nerazzurri non si avviliscono, ma la difesa, per l’ennesima volta inedita, è in balìa dei venti e degli eventi e tra errori di posizione e amnesie individuali, il disastro appare subito prevedibile. La sconfitta ci porterà a giocare i preliminari di Coppa Italia ad agosto. Inutile dare valutazioni sui singoli, stendiamo un velo pietoso su questo fallimentare campionato e ritempriamo lo spirito per ripartire l’anno prossimo col piede giusto. Chiunque ci sarà, sempre e solo la maglia conterà. Un pensiero da fine campionato non può che andare a Diego Milito e al grandissimo Capitano Javier: un augurio di veloce guarigione per rivederli in campo a guidare la riscossa, al più presto.

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