Inter-Genoa 2-0


La nuova Inter 2013/2014 parte con un 3-5-1-1.
Di fatto, Campagnaro a parte, i titolari schierati sono dieci undicesimi della squadra dello scorso anno mentre la panchina ospita i (giovani) nuovi acquisti più Kovacic, Pereira ed i portieri.

L’Inter inizia aggressiva e ci mette buona volontà ma fatica a creare gioco sia perchè il Genoa si difende nei propri 30 metri sia a causa di troppi errori di impostazione che fanno sbuffare il tecnico più volte. Qualche spunto arriva dalla destra senza, tuttavia, creare problemi al portiere ospite.

Nella ripresa il canovaccio non cambia, Palacio da solo non può fare molto (anche perchè non gli arriva un pallone che sia uno) ed arriva l’esordio di Icardi per dare più presenza nell’area genoana. L’Inter accentua la pressione, chiude maggiormente il Genoa ma serve qualcosina di più ed entra anche Kovacic.
Da una combinazione Guarin-Jonathan arriva il tanto atteso gol firmato Nagatomo che entra in porta insieme al pallone. L’Inter è in controllo della partita e la chiude sull’asse Guarin-Palacio con il gol dell’ex.

Alla fine è un 2-0 meritato; la squadra è cresciuta alla distanza, ha collezionato 12 calci d’angolo e Handanovic ha trascorso una tranquilla serata di fine agosto. Vanno trovati i giusti equilibri e si è appena all’inizio, vero è che l’ingresso di una seconda punta e di un giocatore dai piedi raffinatissimi ha dato un qualcosa in più. Buona la prima.

Nota a margine: il saluto di un grandissimo come Dejan Stankovic.
Dieci anni e 326 partite che non si dimenticheranno mai.

Pagelle

Jonathan: dalla sua fascia arrivano le idee più interessanti, rischia grosso nell’unica occasione del Genoa ma dal suo piede arriva il gol di Nagatomo.

Icardi: il suo ingresso contribuisce a rendere l’Inter più pericolosa; un colpo di testa ed una traversa a portiere battuto.

Kovacic: possiamo chiamarlo effetto placebo oppure solo un caso ma quando entra i giocatori sanno a chi dare la palla.

Kuzmanovic: la sua presenza in mezzo al campo è impalpabile. Lento e macchinoso, si fa recuperare quando poteva calciare in porta e viene sostituito.

Alvarez: nella posizione in cui è stato schierato non combina molto, ci mette impegno e si rende utile recuperando palloni e facendo a sportellate in mezzo al campo.

Guarin: alterna una giocata utile ad un’altra di cui non se ne capisce il perchè. Ti inventa l’assist per Palacio per il 2-0 e si fa ammonire al 93′. Parafrasando Forrest Gump, “è come una scatola di cioccolatini”; non sai mai cosa ti combina.

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