Juventus-Inter 3-1


Non è una delle pagini più tristi degli ultimi anni, ma nel vedere questa partita in tanti saranno rimasti sconsolati e amareggiati, di fronte alla prestazione dell’Inter di stasera. Non si pretendeva di vincere con la capolista, ma almeno dimostrare personalità. Ritmi lenti, gioco orizzontale, un bel pò di sfortuna nelle rarissime occasioni da gol, gambe molli e scarsa reattività, sono le prime “impressioni” che saltano agli occhi e se tutto questo avviene contro l’odiato nemico di sempre, è facile comprendere lo sconforto del tifoso. E’ chiaro che i 23 punti (ora 26) che separavano le due squadre segnalavano già la differenza tra le due formazioni, ma contro i bianconeri c’era la speranza di vedere almeno grinta e rabbia agonistica e invece, niente da segnalare. Nel primo tempo i nerazzurri tirano a porta una sola volta, sul finale: la prima delle tre occasioni (le altre due saranno a fine secondo tempo) che capitano sui piedi o sulla testa, di Palacio. I gol subiti sono frutto di errori grossolani della difesa o del singolo, ma soprattutto dell’incapacità di “ringhiare” sul pallone: arrivare sempre dopo sul pallone o perdere tutti i contrasti nelle zone nevralgiche del campo non può che portare alla rovina. Si è vista insomma una squadra arrendevole, poco combattiva, con una difesa incerta, un centrocampo lento e poco propositivo e un attacco non pervenuto, ma soprattutto con una mentalità perdente, un approccio psicologico da sconfitti. Il gol di Rolando, nato da un’azione confusa, partita da calcio d’angolo, è comunque il primo del 2014 in campionato: basta per sperare in un futuro migliore? Forse no, ma almeno si è rotto un incantesimo. L’atteggiamento mentale della squadra nerazzurra cambia leggermente solo dopo che Mazzarri effettua i cambi e sbilancia la squadra in avanti: entrano Milito, D’Ambrosio e Botta, per Kuzmanovic, Jonathan e Kovacic. L’allenatore nerazzurro vorrebbe provarci fino alla fine, ma sono in pochi a rispondere all’appello e il quadro è abbastanza desolante. Resta da capire se i nuovi acquisti (e Guarin…) possano dare il cambio di passo ad una squadra che appare sempre più allo sbando, intristita dai risultati e apparentemente scarica, paradossalmente deconcentrata e svogliata.

Botta è apparso tra i più intraprendenti (e meriterebbe più spazio in questo momento), Palacio e Milito tra i più imprecisi, ma sempre volenterosi e pronti al sacrificio. D’Ambrosio ha mostrato di poter tranquillamente prendere il posto di Jonathan in questo momento (per il brasiliano una pessima prova), buona il suo esordio per quanto possibile, vista la serata. Male infatti i due esterni titolari, mai propositivi e timorosi nel cercare di saltare l’uomo. Involuzione anche per Alvarez che corre molto, ma senza grande concretezza e lucidità. Kuzmanovic è lento nel far girare palla e invece di dare profondità all’azione ritorna troppo spesso indietro. Handanovic salva dopo due minuti la squadra da una partenza potenzialmente anche peggiore, ma poi deve arrendersi. La difesa, senza il supporto del centrocampo, traballa e alla fine tracolla. Mazzarri non può schierare il neo-acquisto Hernanes per problemi burocratici e lascia a casa Guarin: a vedere non tanto gli schemi di gioco, ma soprattutto l’approccio mentale, c’è da chiedersi se sia veramente una squadra allenata dal livornese. Deludente l’approccio alla partita sia dal punto di vista mentale che tattico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Non resta che augurarsi, finita la tempesta del calcio mercato, che i giocatori si recuperino energie mentali e fiducia e che il mister riesca a trovare il bandolo della matassa e a dare una svolta a questo campionato.

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