Milan-Inter 3-0


La squadra è allo sbando. Mancini era riuscito a registrare la difesa e su quella aveva costruito la fortunosa cavalcata verso il primo posto, ma oramai anche quella ha ceduto, nonostante Miranda e Handanovic, unici a salvarsi in una serata disastrosa. Il mister, espulso durante la gara, ha per l’ennesima volta stravolto la formazione, ha schierato Santon dopo mesi che non giocava e Eder appena arrivato, ha cercato di impostare uno schieramento offensivo, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Si fa fatica anche a parlare della partita. I padroni di casa non sono certo inarrestabili o fulmini di guerra e fino al vantaggio la gara è in realtà abbastanza equilibrata. Dopo il gol di Alex, i nerazzurri si sgretolano minuto dopo minuto, si susseguono errori banali e avvilenti, arriva l’occasione del pari con il rigore che si procura il subentrante Icardi, ma l’argentino riesce a colpire il palo a portiere battuto e da lì è solo questione di tempo. Il gol di Bacca è come una pietra tombale e sancisce la fine di un campionato immaginario, con un Inter in grado addirittura di giocare per lo scudetto. Si torna, anzi si piomba, a terra e si deve ricominciare da capo. L’idea sarebbe di rimettere ordine in difesa e provare a tirare a porta, magari fare gol. Questa sera si può dire che il fondo sia stato toccato. A livello tecnico si è assistito al peggio possibile, segnare giocando con questi livelli tattici e soprattutto tecnici appare impossibile, eppure le potenzialità restano, ma a quanto pare restano anche inespresse e virtuali. Sorvolo sulla prestazione dell’arbitro, a conti fatti irritante, ma di certo non determinante.

Handanovic, rimasto per lungo tempo inoperoso, finisce con tre gol al passivo, ma è lui a limitare i danni e a metterci una pezza. Questo la dice tutta. Murillo è decisamente calato, ha perso molta della sicurezza mostrata in un recente passato. Juan Jesus è sempre lo stesso, nulla di nuovo sotto questo cielo… Santon parte benino, ma poi si uniforma al livello mediocre della squadra. Medel va premiato per la grinta, ma i piedi sono quello che sono, non si può pretendere che imposti il gioco. A farlo dovrebbe essere Brozovic, almeno stante così le cose, ma stasera è tra i peggiori in campo, manco dovesse partire domani per altri lidi: sarebbe l’unica giustificazione allo spettacolo dato. Jovetic un disastro. Ljajic inconsistente. Perisic come Brozovic, sbaglia le cose semplici e prova a fare quelle complicate: il risultato è ovviamente a tratti imbarazzante. Eder rischia di far subito gol sullo zero a zero, ma sbaglia clamorosamente e dopo non appare più incisivo, ma sicuramente meglio di tutti i suoi compagni di reparto: almeno impensierisce e punge la difesa avversaria con un minimo di concretezza. Icardi subentra nel secondo tempo, si procura il calcio di rigore, ma lo sbaglia. La sua prestazione si esaurisce qui. La squadra si sfalda e lui viene inghiottito dalla mediocrità generale. Non fosse per il palo e quindi il pareggio mancato, sarebbe tra i meno colpevoli, stasera… Entra anche Felipe Melo, ma giusto un attimo dopo il terzo gol: gli tocca solo di evitare il peggio.

Per chiudere dunque, la questione è sempre la stessa: non si fa gol, si prendono gol più di prima e, tra un frizzo e un lazzo, da dicembre non vinciamo più. Mancini tra polemiche, insulti ed altre facezie sembra aver perso il controllo della situazione e la squadra, appunto, sembra allo sbando. Vero è che non vincere contribuisce a demoralizzare l’ambiente tutto, ma oltre la grinta sembra si siano smarrite anche le nozioni basilari, l’intelligenza tattica dei giocatori e i principi fondanti di come si vince, tipo tirare a porta e fare gol, cercando di prenderne meno dell’avversario. Oggi tra stop sbagliati, errori di posizione, tacchi inutili e corse a vuoto, si è assistito a un campionario dei peggiori errori che si possano fare giocando a calcio e a una lezione su come non si deve giocare in serie A. Così il rischio non è solo di scivolare in basso e perdere posizioni per la Champions League, ma di fare anche peggio e ripetere, se tutto va bene, l’annata passata. Qualcuno avrà cominciato a sentire la mancanza di Mazzarri che, anche se unica e sola, almeno dimostrava di avere un’idea precisa di come far giocare la squadra. Magari con un centrale come Miranda avrebbe ottenuto risultati migliori. E’ un iperbole, per chi si dovesse risentire per il solo fatto di aver citato l’ex mister, ma è giusto per dare la misura di quanto siamo messi male al momento. Resta solo la, solita, speranza, che le cose si raddrizzino e che non sia troppo tardi. Stasera è stata troppo brutta per essere vera, questa nostra amata, pazza Inter.

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