Chievo V.-Inter 1-2

Dovevamo vincere e l’abbiamo fatto. Non ha oramai più nessuna importanza come, giocando bene o male. I nerazzurri faticano tanto per avere ragione di una squadra tosta, ostica, come è il Chievo. Per una volta non è mancata quella fortuna con cui abbiamo maturato tanti, troppi, crediti e che ci ha aiutato a raggiungere l’obiettivo prefissato. Spalletti non tocca il pacchetto difensivo oramai consolidato, sostituisce l’infortunato Gagliardini con Borja Valero e davanti conferma Karamoh titolare.

Il primo tempo è duro, i clivensi partono forte e per circa venti minuti i nostri fanno fatica a raccapezzarsi. Piano piano i nerazzurri crescono e impongono i ritmi della gara. Handanovic deve impegnarsi almeno in tre occasioni, senza contare il palo che salva capri e cavoli. La ripresa vede l’Inter più quadrata, è un crescendo. Al 50′ Icardi segna, la VAR conferma ed è uno a zero. E sono 26. Dieci minuti e arriva il raddoppio di Perisic su azione manovrata tra Karamoh e Rafinha. Il 2-0 rilassa forse troppo la squadra interista e sul finale c’è il gol del Chievo che rende i minuti di recupero come al solito più sofferti del necessario.

Handanovic è sicuramente uno dei migliori in campo. Rafinha fa un lavoro tra le linee poco visibile, ma fondamentale, suo l’assist del secondo gol. Brozovic viene imbrigliato da Giaccherini, ma non demorde e viene fuori alla distanza. La difesa tiene bene, ma i terzini fanno fatica a salire, spesso sollecitati dalle folate avversarie. L’assenza di Gagliardini pesa, specie perché manca un centrocampista che abbia le sue caratteristiche e l’accoppiata Borja Valero-Brozovic risulta un po’ “leggerina”. Icardi non gioca come contro il Cagliari, ma segna con il suo primo tiro a porta di giornata. Perisic sbaglia tanto, ma alla fine la chiude lui e va bene così, per questa volta. Karamoh sembra meno in palla della volta scorsa, gioca, corre, diverte e irrita con la sua inesperienza la scarsa disciplina. Non è stata una bella partita, sofferta e combattuta, ma l’unica cosa, a quattro giornate dalla fine, era vincere e abbiamo vinto.

Per una volta non è mancata quella fortuna con cui abbiamo maturato tanti, troppi, crediti e che ci ha aiutato a raggiungere l’obiettivo prefissato.

L’inter resta agganciata al treno Champions e alla prossima gara arriva la Juventus a Milano, in piena bagarre scudetto. Saranno in tanti a guardare con interesse alla eventuale vittoria nerazzurra, noi dobbiamo sempre e solo vincere.

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