ESCLUSIVO – Nedo Sonetti: “Inter troppo Lukaku dipendente. E Conte non ha dato un gioco”

Memoria storica Nedo Sonetti, oggi 79enne che nella sua Piombino divora calcio come e quando in 41 anni di panchina ha guidato 22 squadre, tra le quali Atalanta, Bologna, Cagliari, Lecce, Udinese e Palermo, ottenendo 5 promozioni dalla B alla Serie A. Sonetti parla in esclusiva a IoTifoInter.it del sogno nerazzurro finito in frantumi con l’uscita dall’Europa.

Sonetti, come spiega il fallimento europeo dell’Inter?
“Non è facile, l’Inter purtroppo non è riuscita in questo periodo a costruire un gioco nonostante i tanti tentativi e la qualità dei giocatori. Ci sono tanti solisti e non c’è coralità. Non dà il senso dell’insieme, vive di azioni estemporanee. L’unico obiettivo è servire Lukaku che determina più o meno le situazioni. Con lo Shakhtar non è riuscito a incidere e alla fine è andata male”.

In cosa l’ha delusa Conte?
“Nessuno pensava che l’Inter non riuscisse a superare la fase a gironi. E’ stato sorprendente. Sono passate tutte meno che l’Inter, ed è grave. E’ una cosa strana, potenzialmente aveva davvero tutto per dare di più e non l’ha dato”.

Conte è un sopportato dai tifosi nerazzurri?
“Non credo che sia sopportato, è un bravo allenatore. Cerca di far quadrare la situazioni e non ha ancora trovato l’alchimia giusta”.

Quali sono i limiti dell’Inter?
“La difesa a tre non mi è mai piaciuta, mi lascia perplesso. Lui ha fatto una scelta che nella sua carriera l’ha premiato, ma tante volte ha giocato anche a quattro. E’ a centrocampo che non vedo una situazione fluida per poter innescare al meglio gli attaccanti forti che ha. Lautaro sta facendo bene oltre a Lukaku, ma non basta”.

Chi sta deludendo di più tra i giocatori?
“Non è un problema di singoli, secondo me il rebus sta a centrocampo”.

Eriksen è un caso insanabile?
“L’allenatore fa le considerazioni dal punto di vista tecnico in rapporto agli altri giocatori. Non si può entrare in certe dinamiche che attengono alla gestione se non si è dentro. Sicuramente sorprende vedere Eriksen in questo modo, però bisogna conoscere esattamente i rapporti. Non c’è solamente una questione tecnica, dipende appunto anche dai rapporti interpersonali”.

Zhang ha ordinato la reazione per vincere lo scudetto: poteva dire diversamente?
“Ha tirato la palla fuori campo. Ha cercato di dare una motivazione assoluta per questa squadra, poiché in fin dei conti l’Inter è stata costruita per vincere il campionato”.

A Cagliari ci sarà subito la reazione?
“Bisogna vedere il contraccolpo, può essere positivo o negativo. Dipende dallo spogliatoio, va capito se all’interno ci sono malumori. Spero che sia solamente una questione tecnica: se è così Conte la risolve, sennò diventa tutto più difficile”.

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