Cottarelli: “Ecco i problemi che l’Inter risolverebbe con Interspac. Moratti parteciperà? Vi spiego…”


Il professor Carlo Cottarelli, ospite di Radio Nerazzurra e a capo della holding Interspac interessata ad entrare nelle quote dell’Inter sotto forma di azionariato popolare, è ritornato sul progetto ancora in stato embrionale: “Quello che stiamo facendo è verificare se esista la possibilità che i tifosi partecipino al capitale dell’Inter. Da quanto leggiamo sui giornali, il club non si trova in una situazione finanziaria troppo felice, nonostante lo scudetto, trofeo per cui siamo molto grati agli Zhang. L’apporto di capitale fresco non può che rafforzare l’Inter, ma il modo con cui potrà essere fatto va ancora definito”.

Cottarelli ha poi elencato alcuni punti chiave del progetto di azionariato popolare per l’Inter: “Il primo punto è di ampliare la partecipazione della nostra società a personaggi noti, in modo da acquisire credibilità nell’opinione pubblica. Il prossimo passo è creare una piattaforma per aprire un sondaggio con il quale chiederemmo quante persone sarebbero disposte a partecipare”. I tifosi nerazzurri si chiedono: quanto costerebbero le azioni? “Ognuno può decidere qual è la quota minima di partecipazione, ci vuole un importo minimo che non abbiamo ancora deciso. Ora partecipiamo con questa società con una quota simbolica di mille euro. Si può pensare a un ingresso di 500-1000 euro, ma ancora non abbiamo deciso”.

L’economista ha poi spiegato quali sarebbero i problemi che Interspac risolverebbe, a livello concreto, entrando a far parte delle quote del club: “Quello della liquidità è stato superato tramite questo prestito di Oaktree, il problema è che costa un mucchio di soldi. Il capitale che viene fornito servirebbe a rimpiazzare un prestito oneroso, stando a quanto leggo sui giornali. Si parla di un tasso di interesse del 12-15%, vi rendete conto di che spesa si parla? Se si sostituisce un capitale equity al posto di un prestito, vuol dire che si risparmiano dei soldi per rafforzare la società“.

Suning o Oaktree: cosa cambia?

Lapalissiano che, per far sì che la proposta possa concretizzarsi, serva l’assenso da parte dell’attuale proprietà dell’Inter: “Siamo ancora a livello esplorativo, non abbiamo ancora preso contatto con la società. Io non ho mai incontrato la proprietà, ma c’era stata una interlocuzione indiretta due anni e mezzo fa: all’epoca non erano interessati. Suning sa che esistiamo, ne parlano i giornali e le tv”.

Cosa cambierebbe, invece, se la quota di maggioranza passasse nelle mani di Oaktree? “La presenza di un azionariato popolare diffuso dà stabilità, indipendentemente da chi sia la controparte. Nel Bayern Monaco la maggioranza del capitale della società è detenuta dai tifosi”. Un parere, poi, sulla natura del fondo californiano che ha finanziato l’Inter per 275 milioni meno di un mese fa: “Si mettono tante etichette. Diciamo che è un fondo che ha soldi, che in parte presta e in parte interviene”.

Cottarelli, inoltre, non chiude nemmeno le porte ad una collaborazione da parte di Interspac nella costruzione del nuovo stadio, progetto condiviso al momento da Suning ed Elliott: “Noi stiamo rivedendo il business plan e non posso scendere nei dettagli. Se riusciamo a collaborare con l’attuale proprietà, lo faremo anche per lo stadio“.

Moratti parteciperà?

Da settimane molti sostenitori nerazzurri si chiedono se l’ex presidente possa essere coinvolto nel progetto. Nella giornata di ieri, tuttavia, Moratti aveva espresso alcune perplessità sul progetto. Questo il pensiero di Cottarelli: “Non c’è stata una discussione, Moratti ha venduto a Thohir, quest’ultimo poi a Zhang: sembrerebbe un tentativo di tornare indietro. Possono partecipare tutti gli interessati, ma al momento non c’è partecipazione di Moratti e di altri. Ieri lui ha detto una cosa molto giusta: l’azionariato è una cosa molto difficile da fare. Andiamoci piano, determinati ma con prudenza”.

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